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I FALSI MITI DELLE DIETE

La dieta Scarsdale: 10 chili in 14 giorni

La dieta Atkins: 4 chili in 15 giorni

La dieta Dissociata

La dieta Zona

La diete per le intolleranze alimentari

La dieta Zona

Entrare e rimanere nella “zona” significa alimentarsi con una dieta che deve comprendere il 40 % di carboidrati, il 30% di liquidi e il 30% di proteine. A sostegno della sua efficacia viene invocata la riduzione dei picchi di insulina, ormone che promuove la deposizione del grasso, in seguito al ridottissimo apporto di carboidrati (ne stimolano la produzione da parte del pancreas) che tale dieta comporta. In realà, però, anche abbondanti quote di proteine inducono stimolazione insulinica e inoltre il metabolismo dell’insulina è assai complesso e regolato da numerosi fattori che interreagiscono tra di loro. Tale dieta, come del resto tutte quelle iperproteiche di cui si è già detto, è effettivamente inizialmente stimolante per chi la segue a causa della rapida perdita di peso che permette di ottenere. Tale perdita, però, va attribuita soprattutto al notevole carico proteico sul rene, con conseguente aumento della diuresi e quindi eliminazione di acqua e sale  e anche alla riduzione delle scorte di glicogeno a livello muscolare e, a volte, alla produzione di corpi chetonici ( scorie che si formano quando l’organismo, in assenza di carboidrati, utilizza i grassi a fini energetici) che tendono a ridurre l’appetito. In sostanza : si perdono sicuramente acqua e massa magra e, forse,ma non sempre, massa grassa! Inoltre, la strutturazione piuttosto rigida della dieta e la ridotta tolleranza nel tempo per cibi a elevato contenuto proteico, riduce gradualmente la flessibilità della dieta stesa, malgrado l’iniziale attrazione esercitata da un siffatto regime che richiede scarso controllo di pesi e misure. Oltre a ciò se può tutto sommato risultare accettabile un rapporto proteico del 30 % in una dieta fortemente ipocalorica (ad esempio su 1200 Kcal le proteine da assumere sarebbero intorno ai 90 grammi), è invece assolutamente fuori misura mantenere la percentuale indicata in diete sulle 1800 Kcal (g 135) e addirittura impensabile quella prevista in diete normocaloriche sulle 2200 Kcal (g 165). Da non sottovalutare, poi, i potenziali rischi di una dieta così iperproteica. Questi possono consistere nell’introduzione in eccesso di grassi saturi con le note negative conseguenze a livello cardiovascolare, nell’aumento dei valori pressori secondari alla contrazione dell’assunzione di potassio, magnesio e calcio (da riduzione eccessiva di frutta e verdura) e all’aumentato introito di sodio legato alle proteine di origine animale, alle carni conservate, ai formaggi. In soggetti predisposti possono comparire iperuricemia e attacchi di gotta, come pure può aumentare la perdita di calcio attraverso le urine con rischio di osteopenia.

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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