La salute si insegna
senza bocciare
Il Ministro della salute ha
nuovamente affrontato il tema dello stile di vita nella prevenzione
delle principali malattie. Ma ha escluso sistemi ritorsivi, all'inglese,
per chi non segue le regole
"Vogliamo rendere facili agli
italiani le scelte salutari, senza interventi punitivi come quelli
adottati in Gran Bretagna" questo uno dei passaggi salienti del commento
di Livia Turco al programma interministeriale Guadagnare salute.
Il testo è stato approvato venerdì dal Consiglio dei ministri.
Obesità, sovrappeso e cattivi stili di vita sono un'emergenza per tutti
i Paesi occidentali, impegnati nell'adozione di misure per combatterli.
"Paesi come la Gran Bretagna - spiega la Turco - sembrano aver imboccato
una via 'punitiva' verso i cittadini recidivi nell'abbandonare vizi e
cattive abitudini, nonostante siano stati avvertiti per tempo dei rischi
per la salute". Per esempio, fumatori incalliti, obesi o alcolisti
potrebbero vedersi rifiutare le cure per malattie cardiovascolari o
tumori. Per la Turco, "è una via drastica, quasi vendicativa o comunque
di stampo giustizialistico nei confronti dei cittadini, senza tener
conto dei fattori economici, sociali e mentali alla base di
comportamenti a rischio. In ogni caso, è contraria - sottolinea - a
quella visione di tutela e diritto inalienabile alle cure, che è uno dei
grandi principi costituenti del nostro Paese". Quindi, senza punizioni o
ritorsioni, vanno responsabilizzati i cittadini e le stesse istituzioni
sanitarie, perchè si rendano conto che "non provare a invertire queste
abitudini dannose per la nostra salute sarebbe assurdo e criminale. E
l'arma più importante è la prevenzione". "Quasi nove decessi su 10 e
oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia, secondo
l'Organizzazione mondiale della sanità, sono causati da diverse malattie
legate ai cattivi stili di vita". Lo ha sottolineato il ministro della
Salute Livia Turco, presentando 'Guadagnare salute', il documento
programmatico interministeriale approvato dal Consiglio dei ministri. Si
combattono i cattivi stili di vita, convincendo gli italiani ad
abbracciare abitudini salutari, attraverso azioni comuni di più
ministeri e un accordo con le aziende e il resto della filiera
alimentare. Quattro i fattori di rischio su cui agire: cattiva
alimentazione, inattività fisica, fumo e abuso di alcolici. "Disturbi
cardiovascolari, tumori, diabete, malattie respiratorie croniche,
disturbi mentali e muscolo-scheletrici - ricorda la Turco - sono i sei
killer più pericolosi per la nostra salute, responsabili del 77% degli
anni di vita persi in buone condizioni psicofisiche. Ma sono anche
ampiamente prevenibili grazie a stili di vita salutari". Nell'attuale
situazione, insomma, la prevenzione è un punto sul quale il ministero
insiste, vedendovi anche una via per ridurre la spesa sanitaria
Fonte :DoctorNews
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febbraio 2007 - Anno 5, Numero 30 |