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Cosa c'è nei
superdrink
La storia degli
energy drink (così si chiamano in inglese) comincia all'inizio degli
anni 90, le prime «bevande energetiche» si diffondono tra i ragazzi che
partecipano a vari party e interminabili feste sfrenate. Adesso la
carica trasgressiva degli energy drink si è diffusa anche a sportivi e
studenti che vogliono prolungare la loro efficienza fisica e mentale.
L'efficacia è assicurata perché ogni lattina da 250 ml circa 90 mg
circa di caffeina, ovvero un quantitativo equivalente a quello di un
caffè.La differenza, rispetto a una tazzina di caffè, è di carattere
nutrizionale, visto che il caffè fornisce zero calorie, mentre queste
bevande, in virtù dello zucchero aggiunto, hanno un potere calorico
equivalente a quello di una bibita gassata. Sugli altri ingredienti c’è
poco da aggiungere in quanto la loro presenza è alquanto irrilevante.Sull'utilità
delle vitamine, pure presenti in queste bevande, si può legittimamente
pensare che la loro presenza venga sottolineata più per ragioni
commerciali che per altro.Un vero rischio riguarda la cattiva
abitudine, diffusa tra i giovani, di bere queste bevande energizzanti
insieme alla vodka o ad altri superalcolici. In realtà, non si tratta
di una novità: il rhum miscelato con bevande alla cola contenenti
caffeina è una vecchia consuetudine. La novità è piuttosto la errata
convinzione diffusa tra i giovani di poter neutralizzare l'effetto
torpore dell'alcol con l'effetto caffeina delle bibite, per restare
svegli e, invece, non è affatto così.
Francesca Poggiante ,
nutrizionista |