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 Il cibo nanotecnologico: in arrivo la prima generazione

 

Negli Stati Uniti è già in vendita la prima generazione di coloranti, conservanti e rivestimenti manipolati a partire da particelle minuscole, si apre il dibattito sulla nanotecnolgia negli alimenti, ultima frontiera della ricerca scientifica applicata all'alimentazione. La parola nanotecnologia fa pensare a computer e microchip, ma in realtà coinvolge potenzialmente qualsiasi campo della ricerca scientifica. Uno dei campi di applicazione più controversi è quello dei prodotti alimentari: l'industria del cibo cerca di non sbilanciarsi e le associazioni di consumatori sono allarmate dallo scenario incontrollato che potrebbe aprirsi se queste ricerche diventassero pratica comune. Ciò che i grandi nomi del mercato alimentare temono è una reazione negativa a catena dell'opinione pubblica, che potrebbe associare definitivamente la nanotecnologia al calderone dei cibi geneticamente modificati e compromettere per molto tempo l'avanzamento della ricerca, dannosa o innocua che sia. Ora tutti attendono con apprensione qualche risposta da parte della Food and drugs administration che tolga d'impaccio. Gli stessi gruppi che combattono l'ingegneria genetica applicata agli alimenti vorrebbero innanzi tutto che si facesse chiarezza sui possibili danni a scapito della salute e dell'ambiente. Tutte le ricerche e i test fino a ora condotti, infatti, non hanno fornito risposte certe. Si può dire che gli effetti siano sconosciuti, e le associazioni di consumatori fremono: non ci si dovrebbe azzardare in un campo molto probabilmente minato, senza contare che - dicono dalla Consumer Union - se non ci sono prove sui danni che potrebbero verificarsi, non vuol dire che ci siano prove sulla innocuità di questo tipo di prodotti. Questa è la posizione ufficiale presentata anche alla Fda, che con qualche imbarazzo annuncia la propria posizione: discutere di ciascun additivo o ingrediente che finisce sulla tavola dei consumatori potrebbe essere difficile, se non compromettente per il suo mandato. Tanto più che non solo mancano risposte chiare e standard per i test sulla salute, ma, come se non bastasse, manca anche il personale adatto a svolgere questo tipo di controllo. La conclusione è che mentre il futuro - quello popolato da gelati che non si sciolgono e da pop corn che scoppiettano a comando - bussa insistentemente alla porta, l'unica cosa che mette tutti d'accordo è l'incertezza.

 

Da Corriere della sera , salute

Serena Patierno

10 ottobre 2006

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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