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LA CONSERVAZIONE DELL’ INSULINA

La conservazione dell’insulina è molto importante.  Essendo l’insulina un ormone a struttura proteica, può degradarsi a causa della temperatura, perciò deve essere conservata correttamente, in quanto temperature troppo basse causano la formazione di cristalli e aggregati e temperature troppo alte diminuiscono l’attività biologica e quindi la sua efficacia.  Devono essere evitate quindi le temperature inferiori a 2°C o maggiori di 30°C.

Le confezioni nuove devono essere tenute in frigorifero, tra i 4 e gli 8°C, nel proprio cartone originale, scegliendo uno scomparto non troppo freddo, come ad esempio quello utilizzato per frutta e verdura: qui possono essere conservate per lungo tempo, rispettando la data di scadenza stampigliata sulla scatola e sui contenitori.

I flaconi, le cartucce (tubofiale) o le penne usa e getta di insulina in utilizzo possono essere tenuti a temperatura ambiente, tra 18 e 25°C e al riparo dalla luce diretta, in quanto l’esposizione ai raggi ultravioletti altera la sua struttura molecolare. In questo modo si mantengono integri nella funzione per un mese, quindi, se non vengono usati per intero, devono essere eliminati e sostituiti. La somministrazione dell’insulina avviene per via sottocutanea utilizzando o la siringa o la penna. Entrambi i metodi sono efficaci, le differenze stanno nella sicurezza, comodità, precisione nella determinazione del dosaggio e semplicità di trasporto.

Anche chi utilizza la penna, è bene che conservi una o due siringhe di scorta, nell’evenienza che si possa verificare un guasto meccanico.

Molto spesso, quando si passa dalla terapia orale alla terapia insulinica, le persone hanno grandi difficoltà ad accettare di “bucarsi” e le penne sono di grande utilità nel far superare questo problema.  Sono facili da usare, sono discrete ed affidabili e l’ago è talmente sottile da essere quasi impercettibile.  Esistono penne ricaricabili e penne usa e getta.  Possono essere utilizzate da tutte le persone, dai bambini agli adulti perché essendo molto maneggevoli ed ergonomiche, in particolare sono di grande aiuto per chi ha problemi di artrosi e per i bambini che hanno necessità di dosaggi a volte molto bassi.  Negli ultimi anni le ditte produttrici di aghi hanno messo in commercio aghi sempre più sottili, più corti ed indolori, usando tecniche sempre più aggiornate per l’affilatura.

Non bisogna però dimenticare di cambiare l’ago ad ogni iniezione, poiché è più facile in questo modo rovinarlo e sentire così dolore con la puntura. La scelta dell’ago per la penna viene effettuata sulla base della sua lunghezza: più corti per adulti di peso normale o sottopeso o bambini, e vanno inseriti nella sede di iniezione perpendicolarmente alla pelle, più lunghi per adulti obesi. Quando l’infermiere si accinge ad istruire una persona alla tecnica della somministrazione di insulina deve scegliere un luogo tranquillo, per potere rispondere con calma a tutte le domande che vengono poste, come per esempio quelle riguardanti la paura per il dolore dell’iniezione, le difficoltà nel luogo di lavoro, o altro. È fondamentale mettere a proprio agio la persona, mostrando tutto quanto serve per una corretta somministrazione, in quanto il soggetto al proprio domicilio dovrà agire in autonomia e in sicurezza. 

 

Da Vivere il Diabete , maggio 2008 , Rosangela Ghidelli

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