TCF7L2, il gene che favorisce il diabete
La scoperta fatta
alla deCode, la società che conserva in un data-base il codice
genetico di tutti gli islandesi
La deCode Genetics di Reykjavik, in Islanda, ha identificato un gene
collegato all’insorgenza del diabete di tipo II, quello che si
manifesta con l'avanzare dell’età. Il gene in questione, che è noto
come TCF7L2 e che controlla l’attività di altri geni, non era finora
considerato coinvolto nella genesi della malattia. Com’è noto, di
ogni gene esistono normalmente diverse varianti, o alleli: secondo
le stime dei ricercatori – che riferiscono della loro scoperta
sull’ultimo numero di Nature genetics - una persona che porti due
copie della variante da loro identificata ha il 141 per cento di
probabilità in più di contrarre il diabete rispetto a chi è
portatore di altre varianti. Complessivamente il gene concorrerebbe
all’insorgenza del 21 per cento di tutti i casi della patologia.
La deCode Genetics, diretta da Kari Stefansson, è la società che ha
archiviato in una banca dati il genoma di quasi tutta la popolazione
islandese per risalire, attraverso un esame comparato, ai fattori
genetici che provocano o concorrono allo sviluppo di molte malattie.
Secondo Stefansson si potrà ora mettere a punto un test genetico per
la scoperta dei portatori di questa variante del gene TCF7L2, così
che questi, una volta al corrente del maggior rischio, possano
attenersi con maggiore impegno a quelle prescrizioni dietetiche e a
quegli stili di vita che hanno un effetto di protezione nei
confronti della patologia.