|
DIABETE DI TIPO II E
IPERTENSIONE
Milano, 2 ottobre 2007
- Per chi soffre di diabete di tipo II, circa 2.500.000 persone
solo in Italia, è arrivata una buona notizia dalla ricerca scientifica:
grazie a una singola pillola a base di perindopril e indapamide,
sviluppata da Servier, che riduce i livelli di pressione arteriosa, i
pazienti possono vivere più a lungo e meglio. Ad affermarlo è uno
studio, denominato ADVANCE, condotto su ben 11.140 pazienti
con diabete di tipo II in 20 paesi.
Secondo questo lavoro (pubblicato su
Lancet l’ 8 Settembre 2007), la somministrazione di una nota pillola, a
base di perindopril ed indapamide, da tempo in uso in Italia, permette
di ridurre il rischio di morte del 18% nei pazienti con
diabete di tipo II. A beneficiarne sono stati non solo i pazienti
diabetici con ipertensione ma anche quelli con valori nella norma (fino
a 140 mmHg di massima e 90 mmHg di minima). Inoltre, la pillola ha
dimostrato di avere effetti “protettivi” verso organi come il cuore e il
rene, due bersagli tipici del diabete di tipo II. Infatti, i pazienti
trattati hanno mostrato una riduzione della comparsa o del peggioramento
del danno renale del 21%, mentre eventi coronarici quali
l’infarto si sono ridotti del 14%.
"ADVANCE - spiega il professor
Giuseppe Mancia, Direttore della Clinica Medica e del
Dipartimento di Medicina - Università Milano-Bicocca e Membro del
Comitato Direttivo dello Studio Advance - è il più ampio studio
prospettico che evidenzia i vantaggi di ridurre in modo deciso e
rigoroso la pressione arteriosa nei soggetti diabetici, sia che abbiano
valori di pressione al di sopra della norma (140/90 mm Hg) che normali.
La presenza di pazienti normotesi - continua lo specialista -
oltre che ipertesi, è una caratteristica fondamentale dello studio e
permette di concludere che la riduzione dei valori pressori apporta
beneficio nei pazienti con diabete di tipo II indipendentemente dai
valori pressori iniziali. Nessuno studio così ampio era arrivato a
questa conclusione in precedenza."
Nei 5 anni di trattamento con
perindopril/indapamide la pressione sistolica (la pressione massima) è
scesa fino ad un livello medio di 134 mmHg.
L'impatto dei risultati dell'ADVANCE
sono molto importanti. "In pratica, - afferma il diabetologo Giorgio
Sesti, Professore Ordinario di Medicina Interna dell'Università
degli Studi di Catanzaro "Magna Graecia" e Direttore della Scuola di
Specializzazione e dell'Unità operativa complessa di Medicina Interna
del Policlinico Universitario di Catanzaro – grazie a perindopril/indapamide
è stato possibile salvare la vita a un paziente diabetico ogni 79,
evitare una malattia renale ogni 20 e una malattia coronarica ogni 75.
Questo farmaco quindi non solo riduce la mortalità, - continua Sesti
- che è l’aspetto più rilevante, ma è anche in grado di migliorare la
qualità di vita del paziente stesso prevenendo, ad esempio, gli effetti
invalidanti di patologie importanti quali l’infarto del miocardio o la
nefropatia diabetica, che conduce ad insufficienza renale cronica."
Se gli effetti favorevoli della
terapia fossero applicati anche solo alla metà della popolazione
diabetica del mondo (almeno 180 milioni di pazienti) per 5 anni,
potrebbero essere salvate oltre un milione di vite.
Dal punto di vista pratico,
l’efficacia della terapia e la sua facilità di assunzione hanno mosso a
grande interesse gli specialisti deputati comunemente al controllo del
diabete.
In sostanza, come aggiunge il
professor Mancia, che è anche Chairman delle Linee Guida ESH/ESC
2007 per il trattamento dell'ipertensione arteriosa - è stata
somministrata a tutti la pillola perindopril/indapamide, senza che
venissero interrotte le terapie protettive, incluse quelle per diabete e
altri fattori di rischio come l'ipertensione, prescritte liberamente dal
medico curante. Questo aspetto rende l'intervento potenzialmente facile
da applicare a livello clinico, senza bisogno di schemi complessi di
cura.
"Sicuramente lo studio ADVANCE, -
spiega Sesti - sviluppato su una popolazione così ampia e mirato
sulla popolazione diabetica, costituisce un importante precedente che
servirà per un aggiornamento delle linee guida in diabetologia. ADVANCE,
infatti, conferma e rafforza una nuova convinzione che già era permeata
dalle linee guida dell'ipertensione: è possibile trattare i livelli
pressori del diabetico anche quando sia normoteso poiché l'effetto
positivo sulla protezione da eventi cardiovascolari è significativo. A
questo principio teorico, però, si aggiunge un'indicazione pratica
estremamente importante: i livelli pressori del diabetico si possono
controllare anche con una terapia di combinazione terapeutica
concentrata in una sola pillola, semplice, fissa, tollerata, con una
accettazione molto buona sia per il paziente, che, aggiungo, per il
medico."
Un fatto, quest'ultimo, estremamente
importante dal punto di vista clinico, che rende applicabile la nuova
terapia ad un vasto numero di pazienti.
La pillola perindopril/indapamide,
disponibile in Italia in due formulazioni (2mg perindopril/0,625mg di
indapamide e 4mg perindopril/1,25mg di indapamide), è prescrivibile
dagli specialisti, dal medico di base ed è mutuabile.
Paola Nasole
Noesis Comunicazione
Via Savona,19/A - 20144 Milano
Tel +39 02 83105195
Fax +39 02 83201161
paola.nasole@noesis.net
Per maggiori informazioni:
Samanta Iannoni e Alessia Grassi,
Noesis Comunicazione tel 02-83105148 - cell 348-5165031 |