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Chi
può utilizzare un microinfusore?

Nel mondo i microinfusori sono stati utilizzati con successo su persone
insulinotrattate di tutte le età (da 0 a oltre 70 anni) e con diversi
tipi di diabete e livelli di controllo glicemico; all'esordio così come
dopo decenni di 'classica' terapia multi-iniettiva; per periodi di tempo
limitati o illimitati.
Di fatto, la gran parte dei Servizi di diabetologia in Italia utilizza
il microinfusore per gestire meglio l'equilibrio glicemico di persone
con il diabete di tipo 1, preferibilmente fra l’età scolare e i 60 anni.
Sono richieste caratteristiche come una buona 'educazione al diabete'
sia in termini di conoscenze, sia in termini di accettazione,
l’abitudine a controllare la glicemia e la capacità di interpretare i
propri valori e fare delle scelte (alimentari, di dosaggio farmacologico)
conseguenti.
Ovviamente sono necessarie motivazione e capacità di gestire un
dispositivo elettronico.
Chi decide se fa al
caso mio?

È il diabetologo 'a suo insindacabile giudizio', come si usa dire, a
decidere se e quando proporre a un paziente il 'passaggio' al
microinfusore. Ovviamente il paziente può declinare l'invito, chiedere
tempo per riflettere, rimandare la sua decisione. Ma la scelta della
modalità di infusione, come tutte le scelte terapeutiche chiave, fa
parte delle responsabilità del Medico.
Con quali criteri il
diabetologo decide 'a chi dare' il microinfusore?

Il numero di microinfusori che un Servizio di diabetologia può applicare
in un dato tempo è limitato sia dall’impegno che questa terapia,
soprattutto nei giorni precedenti e immediatamente seguenti all'avvio,
richiede a infermieri, dietiste e diabetologi (parliamo di decine di
ore), sia dalle lentezze ed eventuali restrizioni poste dalle Asl.
Questo fa sì che molti Team diabetologici debbano stilare delle priorità
per la scelta dei candidati.
I criteri per stabilire queste priorità sono diversi e il peso dato a
ciascun aspetto varia molto da Centro a Centro (e si evolve nel corso
del tempo). Ecco i più importanti:
la persona
nonostante metta in atto diligentemente la terapia, ha una emoglobina
glicata alta.
la persona deve
raggiungere velocemente obiettivi di perfetto controllo glicemico (per
affrontare una gravidanza, per far fronte a un peggioramento delle
complicanze)
la persona ha un
serio problema di variabilità delle glicemie per esempio con frequenti,
gravi e inavvertite ipoglicemie o lunghe ipoglicemie notturne e i
conseguenti 'rimbalzi'.
la persona ha
uno stile di vita che non è compatibile con la classica terapia
multi-iniettiva.
Quindi per le persone
con diabete di tipo 2 o con diabete di tipo 1 ma anziane la strada è
sbarrata?

Si sta iniziando solo ora ad esplorare l'utilità del microinfusore nella
gestione del diabete di tipo 2, ovviamente insulinodipendente. I
risultati sono incoraggianti, ma le applicazioni della terapia per
microinfusore nei pazienti di tipo 2 è una eccezione in Italia, non la
regola. Quanto alle persone anziane, anche qui ci sono eccezioni ma
generalmente si preferisce non proporre il microinfusore ad anziani
sopra diciamo i 60-65 anni. Probabilmente si potrebbero fare eccezione
per persone che nonostante l'età hanno una ottima manualità, buona vista
e udito, confidenza con gli apparecchi elettronici e rispondono ai
criteri sopra indicati.
Da
WWW.IMICROINFUSORI.IT
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