diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

La retinopatia e rischio cardiovascolare

L’assioma che la retina rappresenta l’unico letto vascolare osservabile in vivo in modo ripetibile e in condizioni non invasive e di minimo disturbo per il paziente fa parte del bagaglio culturale di ogni medico, cosi come la raccomandazione, per lo piu disattesa, che l’esame oftalmoscopico debba far parte dell’esame obiettivo di routine, soprattutto nei pazienti affetti da malattie che possono compromettere l’apparato cardiocircolatorio.

Negli ultimi anni sono emersi numerosi dati che confermano la validita’ di queste affermazioni e sembrano anzi rimettere in discussione la nostra percezione della retinopatia come semplice complicanza cronica di malattie come il diabete e l’ipertensione, recuperandone da un lato gli aspetti di indicatore di alterazioni generalizzate del microcircolo sistemico, che forse erano andati persi fra i ricordi degli anni di studio universitario, e dall’altro ne propongono addirittura un possibile ruolo predittivo della futura comparsa di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Gia’ a fine ’800 Marcus Gunn aveva osservato che l’importanza primaria delle alterazioni delle arterie retiniche risiede nella loro associazione con alterazioni vascolari generalizzate del rene e del cervello e nel loro valore prognostico riguardo i possibili eventi che possono verificarsi nei vasi cerebrali … Vorrei percio’ sottolineare come l’osservazione oftalmoscopica rappresenti uno dei mezzi clinici piu immediati per la rapida identificazione di alterazioni arteriose importanti.  Queste parole profetiche dovettero aspettare decenni prima di essere confermate dalla ricerca clinica ed epidemiologica.

Sono stati necessari studi epidemiologici su ampie popolazioni di soggetti a rischio per le malattie cardiovascolari per recuperare il significato prognostico delle lesioni retiniche piu lievi e dimostrarci come la presenza di segni come i restringimenti arteriolari e gli incroci A-V, sia associata indipendentemente a un aumento del rischio di ictus, coronaropatia e mortalita cardiovascolare,e che tale rischio risulti piu che raddoppiato con la comparsa di microaneurismi, emorragie, essudati duri e noduli cotonosi4

Quanto sopra non e’ verificato solo nei pazienti ipertesi e diabetici.  Uno degli elementi di novita emersi negli ultimi anni e rappresentato dal riscontro che segni isolati di retinopatia, in particolare microaneurismi, emorragie e noduli cotonosi, sono riscontrabili fino al 10% degli individui non diabetici e non ipertesi. Si tratta di quelle alterazioni retiniche minime che finora venivano trascurate come reperti occasionali di scarsa importanza quando riscontrate nel corso di esami oculistici routinari. Alla luce dei nuovi dati, tuttavia, la presenza di alterazioni retiniche anche minime potrebbe avere un significato prognostico importante in persone che godono altrimenti di ottima salute.

Ricercare e definire la retinopatia e’ percio necessario non solo ai fini della prevenzione della cecita, ma anche per una valutazione piu complessiva del rischio cardiovascolare nei pazienti diabetici.

Da Giornale It Diabetol Metab 2008;28:197-199 ,prof. Massimo Porta .

Estratto a cura di Domenico Marotta ,oculista

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.