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Rischio di frattura con i glitazoni: un effetto di classe?

28 maggio 2007 (Congresso Medico) – Negli ultimi mesi sono apparsi alcuni dati indicativi dell'esistenza di un'associazione tra assunzione di glitazoni e rischio di fratture distali, nelle donne affette da diabete di tipo 2: lo segnala il British Medical Journal, nella sezione dedicata alle news (1). Nel dicembre scorso, il New England Journal of Medicine aveva pubblicato i risultati dello studio ADOPT (A Diabetes Outcome Progression Trial) (2), che aveva confrontato gli effetti di rosiglitazone, metformina e glibenclamide (in termini di compenso glicemico) su una popolazione di 4360 soggetti con un diabete di tipo 2 di nuova diagnosi, seguiti per 4-6 anni. Nell'evidenziare la maggiore efficacia del glitazone, lo studio aveva anche mostrato un maggior rischio di fratture omerali, del polso e della caviglia nelle donne trattate con questo farmaco, rispetto a quelle che avevano assunto la sulfonilurea o la biguanide.  A seguito di tale riscontro, l'azienda titolare della molecola (GlaxoSmithKline) aveva messo a disposizione delle autorità i dati provvisori relativi a un altro vasto studio clinico ancora in corso, che confermavano le osservazioni dell'ADOPT; per tale motivo, nel febbraio scorso, la FDA (Food and Drug Administration) aveva segnalato ufficialmente tale rischio ai medici statunitensi (3). A distanza di qualche settimana, l'agenzia americana ha emesso un comunicato analogo riguardante l'altro glitazone reperibile in commercio, il pioglitazone (3); anche per questa molecola esisterebbero effettivamente dei dati, messi a disposizione dalla Takeda e relativi a oltre 8100 pazienti, che indicherebbero un maggior rischio di frattura distale degli arti, rispetto ai soggetti trattati con una molecola di confronto. Per nessuno dei due farmaci è stato invece evidenziato un maggiore rischio di frattura vertebrale, o al collo del femore (le sedi più frequenti di frattura da osteoporosi menopausale).

Al momento sono ancora ignoti i meccanismi alla base di tale associazione, e lo stesso significato clinico di quanto riscontrato è ancora incerto, ma l'FDA suggerisce di tener presente questo rischio nell'intraprendere o proseguire un trattamento con glitazoni nelle donne diabetiche a rischio di frattura.

1.       BMJ. 2007;334(7593):551
PubMed

2.       N Engl J Med 2006;355:2427-2443
PubMed

3.       www.fda.gov/medwatch/safety/2007/safety07.htm

DA INFODIABETES:IT

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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