La grande sfida dei prossimi anni è
la lotta alla pancia. Gli esperti riuniti nei giorni scorsi a Parigi per
un grande meeting internazionale sull’obesità hanno, infatti, rilanciato
l’allarme ricordando che nel mondo, oggi, si contano 300 milioni di
persone obese (115 dei quali, paradossalmente, nei Paesi in via di
sviluppo).In Italia l’obesità è un problema che riguarda 3 persone su
dieci, per la maggior parte donne e, secondo le previsioni
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i numeri sono destinati a
salire, soprattutto perché quello delle abitudini alimentari e dello
stile di vita scorretto non sembra essere un problema del quale le
istituzioni vogliono occuparsi seriamente.Il congresso internazionale
francese ha posto l’accento soprattutto sul legame tra girovita e salute
del
cuore:
l’adipe localizzato nell’addome, infatti, fa salire il rischio
cardiovascolare
tra il 21% al 40%. Il motivo è spiegato da numerose ricerche che sono
state presentate a Parigi: il grasso addominale compromette il buon
funzionamento del
metabolismo
e aumenta il rischio di sviluppare insulino-resistenza (la cosiddetta
“anticamera” del
diabete),
fa scendere i livelli di
HDL
(il
colesterolo
buono), aumenta la pressione e i livelli dei
trigliceridi
nel
sangue.
Un insieme di condizioni che predispongono a malattie cardiache molto
serie.Nicolas Danchin, presidente della Società Francese di
Cardiologia,
ha dichiarato che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima
causa di morte al mondo “con un tasso del 43% e del 31% tra la
popolazione sotto i 65 anni, contro il 21% di morti per cancro”.Questi
dati vengono spesso sottovalutati, soprattutto se si pensa alla
“pancetta” che diventa frequentemente motivo di sorriso e di scherno e
non viene presa nella debita considerazione. I primi a dover essere
sensibilizzati sono proprio i medici di base che, secondo una recente
indagine europea che ha visto coinvolti 6.407 medici di famiglia di 63
diverse nazioni, affrontano il problema con troppa superficialità.“Un
impegno, quella della lotta alla pancia, che dovrebbero assumersi tutti
i governi, soprattutto quelli più ricchi, per dare un segnale forte
nella lotta alle malattie cardiovascolari,” ha ribadito Jean Pierre
Despres, dell’Università del Quebec, il quale ha ricordato come gli
Stati Uniti siano al primo posto nella classifica dell’obesità
addominale con il 46% della popolazione, seguiti dalla Spagna con il
34,7%.All’Italia spetta un terzo posto con il suo 31,5% - l’obesità
addominale interessa il 24% degli maschi e il 37% delle donne – mentre i
più magri risultano essere gli olandesi con il 18% della popolazione.
Gli esperti hanno ricordato anche le misure salutari del girovita: non
dovrebbe, infatti, superare i 102 centimetri per gli uomini e gli 88
centimetri per le donne. Misure che non rappresentano, dunque, solo un
canone di tipo estetico ma anche un paramento per la salute del sistema
cardiovascolare: un incremento di 14 cm può far aumentare il rischio di
malattie cardiovascolari fino al 40%. MFL Comunicazione - |