|
A
rischio di diabete anche con normali valori di FPG
7 novembre 2008 – L’American
Diabetes Association,
attualmente raccomanda l’utilizzo della glicemia basale (FPG,
fasting plasma
glucose)
per porre diagnosi di diabete, e di monitorare tale parametro nei
soggetti a rischio. Secondo alcuni dati, tuttavia, anche livelli di FPG
inferiori ai criteri soglia per porre diagnosi di IFG (impaired
fasting glucose:
100-125 mg/dl, sempre secondo l’ADA) potrebbero essere predittivi dello
sviluppo della malattia.
Il Dott.
Gregory A. Nichols
e coll. (Portland, Oregon; USA) hanno analizzato il rischio d’insorgenza
di diabete di tipo 2 in una popolazione di soggetti (46.578 individui di
età >40 anni; maschi 40,4%) con valori di FPG compresi nel range di
norma e senza una pregressa diagnosi di intolleranza al glucosio,
controllando per altri fattori di rischio.
I soggetti sono
stati suddivisi in 4 categorie di livelli glicemici a digiuno (<85,
85-89, 90-94 o 95-99 mg/dl), e seguiti fino all’insorgenza di diabete,
al decesso, o comunque fino all’aprile 2007. Il rischio stimato
d’incidenza di diabete è stato calcolato con l’analisi di regressione di
Cox, e aggiustato per l’età, il sesso, il BMI, i valori pressori e
quelli lipidici, il fumo e la presenza di cardiovasculopatie. Secondo i
risultati, basati su un follow-up medio di 81 mesi, il tasso
d’insorgenza di diabete è stato <1% annuo, ma ogni milligrammo/decilitro
di FPG aumentava il rischio di malattia del 6% (hazard ratio [HR] 1,06;
IC 95% 1,05-1,07; p<0,0001). Rispetto ai soggetti con valori di FPG
<85mg/dl, quelli nel range 95-99mg/dl avevano una probabilità di
sviluppare diabete superiore di 2,33 volte (HR 2,33; IC 95% 1,95-2,79;
p<0,0001), e quelli nel gruppo 90-94 mg/dl una probabilità aumentata del
49% (HR 1,49; IC 95% 1,23-1,79; p<0,0001).
Tutti gli altri
fattori di rischio, tranne il sesso maschile, sono risultati
significativamente associati a una futura diagnosi di diabete; in
particolare, ogni unità aggiuntiva del BMI si associava a un aumento del
rischio di diabete dell’8%, e la presenza d’ipertensione a un incremento
del 51%. Il rischio di malattia aumenterebbe di pari passo con i valori
di FPG, anche quando questi sono ancora nel range considerato di norma.
Am J Med. 2008;121(6):519-524
Da
www.aemmedi.it
|