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Il diabete di
tipo 1 è in gran parte dovuto ad una perdita irreversibile delle beta
cellule pancreatiche secernenti insulina. In alcune persone con diabete
di tipo 1 di lunga durata, tuttavia, si è riscontrata una secrezione
insulinica residua, indicante che ci possa essere sia una piccola
popolazione di beta cellule superstiti sia un continuo ripristino di
beta cellule alla distruzione autoimmune in corso
Cioè, l'esordio
clinico del diabete, caratterizzato da una manifesta iperglicemia
cronica, si instaura in una fase critica, quando l'autoimmunità,
sostituisce lo sforzo rigenerativo e riduce il numero di beta cellule al
dì sotto della soglia fisiologica a cui l'insulina prodotta diventa
insufficiente per le necessità dell'organismo. Uno
studio statunitense ha valutato queste possibilità, esaminando la
sezione del pancreas di 42 soggetti con diabete tipo 1 e 14 soggetti non
diabetici. Le beta cellule sono state identificate nell’88% dei
diabetici ed il loro numero era indipendente dalla durata della malattia
(range 4-67 anni) e dall’età della morte (range 14-77 anni), ma era più
elevato nei diabetici con una media glicemica più bassa. La maggior
parte dei diabetici di tipo 1 di lunga durata hanno beta cellule che
continuano ad essere distrutte. La presenza di beta cellule malgrado l’apoptosi
implica, per definizione, che ci sia una concomitante formazione di
nuove cellule beta, anche dopo molti anni di malattia. Alla luce di ciò,
il diabete di tipo 1 potrebbe regredire mediante una mirata inibizione
della distruzione beta cellulare.
(Fonte:
Diabetologia. 2005 Oct 5 )
adattamento di Antonio
Vetrano , diabetologo
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