Obesi italiani, quanto ci costano?
L'obesità costa cara, infatti, il
costo dell'obesità si avvicina a 30milioni di euro l'anno per perdita di
produttività e cure delle complicanze cliniche correlate. Chi ha
finalmente dato i numeri è il sottosegretario alla Salute Antonio
Gaglione, nel corso del convegno "Lo sport è salute" patrocinato dal
ministero della Salute a Latiano, in provincia di Brindisi.
L'Italia non è la sola a fare i conti. Nel Regno
Unito, il 25% della popolazione soffre per l'obesità e le complicanze
associate così si perdono 18 milioni di giorni lavorativi all'anno per
un costo di 500milioni di sterline. Non è solo l'eccesso di cibi nocivi,
molto si deve anche alla sedentarietà. Il 70% della popolazione dei
Paesi Occidentali - ricorda Gaglione nel suo intervento - non ha un
livello di attività sufficiente a mantenere uno stato di salute e un
peso ottimale. L'inattività fisica, il fumo, l'abuso di alcool e a una
dieta ipercalorica ricca di grassi saturi sono gli imputati che
condannano il sistema cardiocircolatorio. E necessario, invece,
praticare un'attività ripetuta almeno tre/quattro volte a settimana,
meglio se di tipo aerobico (corsa, nuoto, ciclismo): non è importante
l'intensità dello sforzo ma una pratica costante e graduale, ponendosi
piccoli traguardi in termini di tempi e prestazioni.
Questa ricetta - sottolinea Gaglione - che ha un costo bassissimo
rispetto ai benefici, è in grado di ridurre del 50% il rischio di
contrarre malattie cardiovascolari e riduce notevolmente la mortalità
per eventi cardiaci; riduce peraltro del 30-50% la possibilità di
contrarre il diabete di tipo 2.
E non solo! L'attività fisica migliora anche lo stato di salute mentale:
riduce la depressione e le relative complicazioni, migliora la reazione
allo stress, aumenta la durata e la qualità del sonno, migliora le
capacità decisionali e la memoria a breve termine. La produzione di
endorfine - prosegue Gaglione - favorisce lo sviluppo e la maturazione
della sostanza grigia, ripara i neuroni danneggiati e riduce il rischio
di demenza senile e di malattia di Alzheimer.
Nei bambini, favorire una pluralità di attività fisiche migliora
l'intelligenza.
Francesca Poggiante ,
nutrizionista |