|
Nuove prospettive per la cura del diabete di tipo 2
Un gruppo di
scienziati della University of Virginia ha recentemente isolato da
cellule epatiche un carboidrato che iniettato nei topi ha l'effetto di
abbassare la glicemia.
La scoperta è di tale importanza da meritare la copertina del numero 4
di Biochemistry (ottobre 2005). Tra i possibili sviluppi, la ricerca di
nuove terapie per il diabete di tipo 2.
La sostanza, il cui nome è D-Inositol-Galattosamina (INS2), agisce come
messaggero all'interno delle cellule attivando gli enzimi che regolano
la glicemia, veicolando il glucosio presente nel sangue al fegato e ai
muscoli dove viene immagazzinato. La INS2 si trova normalmente nel
sangue umano.
Tra le ipotesi per spiegare l'insufficiente o mancata risposta di fegato
e muscoli all'insulina nel diabete di tipo 2 è che vi siano mutazioni in
alcune proteine e nella risposta genetica all'insulina. Si pensa che il
funzionamento della molecola recentemente scoperta sia quello di inviare
un messaggio alle cellule in risposta all'insulina, e che questo
permetta di eliminare l'eccesso di glucosio.
La INS2 è stata isolata dal fegato vaccino; ne è stata determinata la
struttura chimica per rendere possibile la sintesi. La molecola è stata
iniettata in ratti affetti da diabete, con glicemia superiore a 500
milligrammi per decilitro. Ai ratti è stata successivamente
somministrata insulina. I ricercatori hanno riscontrato che a
quantitativi crescenti di INS2 corrispondevano glicemie decrescenti. La
sostanza pare quindi efficace nel potenziare l'azione dell'insulina.
Antonio Vetrano, diabetologo |