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ZUCCHERI E
DOLCIFICANTI CON GIUDIZIO

Gli zuccheri rappresentano la principale fonte di
energia per l'uomo. Per i loro effetti sulla glicemia hanno richiamato
l'attenzione degli esperti per una precisa definizione del loro ruolo
nella dieta dei diabetici. In natura esiste una grande varietà di
zuccheri, che si dividono per la loro struttura chimica in semplici e
complessi. I principali zuccheri semplici quali il glucosio, fruttosio,
lattosio, saccarosio, maltosio, (appartengono a questa categoria anche
altri zuccheri usati come dolcificanti naturali: xilitolo, maltitolo,
sorbitolo, mannitolo), sono formati solo da poche molecole di glucosio e
vengono digeriti e assorbiti velocemente. I carboidrati complessi
(principalmente amido) sono, invece, composti da numerose molecole di
glucosio ed hanno, pertanto, un assorbimento molto lento. Gli zuccheri
influenzano la glicemia in modo diverso, anche in base alla velocità di
digestione e assorbimento. Inizialmente si pensava che solo gli zuccheri
semplici fossero responsabili di repentini aumenti della glicemia; oggi,
però, sappiamo che anche alcuni alimenti composti da amido (riso,
patate) vengono assorbiti rapidamente aumentando la glicemia in modo
marcato e in breve tempo. Diversamente l'assunzione di un quantitativo
moderato di alimenti a base di zuccheri semplici non sempre produce
necessariamente un aumento significativo della glicemia. Un tempo la
raccomandazione principale che veniva data al diabetico era l'esclusione
del saccarosio (zucchero da tavola) e di tutti i prodotti da esso
derivati (dolci, cioccolata, biscotti, miele, marmellata, caramelle,
gelati, ecc..). Le più recenti raccomandazioni per la terapia medica
nutrizionale del diabete mellito, redatte a cura del gruppo di studio
diabete e nutrizione ADI-AMD, consigliano il consumo di una quota totale
di carboidrati del 55-60% dell'energia totale, di cui un 10% sottoforma
di zuccheri semplici e il restante fornito da zuccheri complessi (pane,
pasta, legumi, riso parboiled, fette biscottate, cracker, grissini,
polenta, cereali, ecc..) Il consumo di zuccheri semplici deve essere
incluso nel contesto di un pasto completo e comunque ricco in fibre
idrosolubili (sostanze capaci di rallentare l'assorbimento intestinale
dei carboidrati). Gli zuccheri semplici sono ormai entrati a pieno
titolo nella dieta dei nostri pazienti. E' giusto che i diabetici non
rinuncino completamente al gusto del dolce, in quanto ciò si riflette
sul benessere psicofisico ed emozionale del paziente. Sembra
incredibile, ma la quantità di prodotti che utilizza lo zucchero come
aiuto alla conservazione, come correttore di acidità o per mille altri
motivi sono davvero tanti (piselli in scatola, mais in scatola, salse di
pomodoro, bevande, ecc..). Le industrie mettono a disposizione dei
diabetici una vasta gamma di alimenti "creati" per loro (biscotti ricchi
in fibre, cioccolata senza zucchero, marmellate dietetiche, ecc..). Ma
che spesso non risolvono il problema! Purtroppo malgrado lo scetticismo
degli esperti sull'effettiva utilità degli alimenti destinati ai
diabetici, continua a crescere il numero dei "sostituti dello zucchero"
ed il loro consumo. In verità i prodotti che utilizzano dolcificanti
naturali non possono essere usati liberamente in quanto forniscono le
stesse calorie (tutti gli zuccheri apportano 4 kcal/g.), vengono
comunque convertiti a glucosio (aumentano la glicemia e l'insulina),
hanno un costo elevato e possono dare problemi gastrointestinali. Quando
si acquista uno di questi prodotti, non si immagina di trovare al posto
del saccarosio, succo d'uva o fruttosio ( vedi marmellate,
succhi),questi prodotti hanno, inoltre, sia quantità elevate sia qualità
scadenti di grassi non specificati (vedi biscotti, frollini, cioccolata,
ecc..). I dolcificanti sintetici, invece, (aspartame, saccarina,
ciclamato, acesulfame), hanno un elevato potere dolcificante senza
apportare calorie. Per questi ultimi, sono state definite delle soglie
di accettabilità, quale limite di prodotto che i pazienti possono
utilizzare con sicurezza. Il diabetico deve essere ben informato su
quali zuccheri scegliere e soprattutto quali prodotti usare. A
confondere le scelte dei diabetici vi sono anche false convinzioni
dovute a credenze ormai sorpassate (ancora oggi ci troviamo davanti
pazienti che mangiano solo la "mitica" mela). Modelli pubblicitari
fuorvianti e informazioni, spesso distorte, dei mass media non aiutano
certo a capirne di più. Occorre fare chiarezza: infatti, è la
disinformazione che genera confusione. Come avviene oramai da anni nel
centro di diabetologia A.I.D. di Portici, in ogni team diabetologico
dovrebbe essere inserita la dietista, con diploma universitario laurea
in dietistica, in quanto figura professionale competente, in grado di
consigliare correttamente i diabetici circa la propria alimentazione e
chiarire i dubbi riguardo il consumo degli zuccheri e dei dolcificanti.
Un primo passo consiste nell'abitudine a leggere le etichette
nutrizionali e gli ingredienti, che troppo spesso, scritti con caratteri
minuscoli o troppo nascosti, sfuggono ad una attenta lettura. Bisogna
poi creare una coscienza alimentare nei diabetici al fine di renderli
sempre più autonomi nella gestione della patologia. Un eventuale consumo
di prodotti "senza zucchero" e con dolcificanti di sintesi, deve essere
considerato uguale a quello di altri prodotti dolci (non bisogna
credere, infatti, che essendo senza zucchero sono senza calorie e quindi
non influiscono sulla glicemia). Fondamentale è l'opera di divulgazione
dei mass-media affinché i loro messaggi pubblicitari siano improntati
alla massima chiarezza e semplicità per divenire punto di contatto con
la ricerca scientifica, a tutto vantaggio di una migliore qualità di
vita per i pazienti diabetici. E' importante evitare che venga meno la
stessa utilità del prodotto, concepito per gratificare dei pazienti
destinati a sopportare a vita notevoli restrizioni nelle proprie scelte
alimentari.
di Maria Anna Schiattarella,
dietista |