diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

L    CHE COS’E’ IL DIABETE? INTERVISTA A DIONISIO PASCUCCI

Il diabete mellito, comunemente detto semplicemente diabete è una malattia molto diffusa nel mondo intero.

In Italia sono circa 2 milioni le persone affette, in Europa superano i 33 milioni, in America 40 milioni, nel mondo, complessivamente, 150 milioni e le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per i prossimi 25 anni includono incrementi oscillanti dal 50%, nei paesi industrializzati, fino al 200%, nei paesi in via di sviluppo. Quindi, ci troviamo di fronte ad una vera e propria epidemia!

Ma non si tratta di una malattia infettiva, bensì , di una malattia cronica, caratterizzata da un aumento dei valori del glucosio nel sangue, che colpisce tutte le età ed entrambi i sessi.

QUALI SONO I SINTOMI DI ESORDIO DEL DIABETE ?

Esistono du forme principali di diabete:il tipo 1(insulinodipendente) ed il tipo 2(non insulinodipendente)

Le due condizioni pur essendo entrambe diagnosticate attraverso il rilievo di uno stato di iperglicemia sono, in effetti, due malattie diverse,per caratteristiche, sintomi e necessità terapeutiche.

L’inizio della malattia è contraddistinto da sintomi variabili che includono,aumento o riduzione del senso della fame,aumento  della sete e del bisogno di urinare, da  calo di peso,stanchezza muscolare, disturbi visivi, vertigini,nel diabete di tipo 1 o da completa assenza di sintomatologia, anche per molti anni, nel diabete di tipo 2. In quest’ultimo caso la prima manifestazione della malattia può essere rappresentata da una complicanza

QUALI  SONO LE CAUSE?

La causa del diabete di tipo 1 risiede in un deficit di produzione insulinica, a sua volta, derivante dalla distruzione parziale o totale delle beta-cellule del pancreas( che sono specializzate nella produzione di questo ormone).

derivante dalla interazione di fattori ambientali( virus,alimenti…)con, le cellule che producono anticorpi, i linfociti,. Ma perché ciò accada, è necessario che vi sia una particolare predisposizione del sistema immunitario( che può essere ereditata dai genitori nella percentuale del 5-10%)che impedisce ai linfociti di riconoscere le beta cellule come costituenti del proprio organismo.

Nel determinare il diabete mellito di tipo 2,il ruolo più importante è svolto dalla genetica, nel senso che la probabilità che i figli di persone diabetiche abbiano anch’essi la malattia sale in percentuale dal 5%fino al 40%. Ma anche in questo caso occorre l’interazione con fattori ambientali, rappresentati dal sovrappeso o dalla franca obesità, dalla sedentarietà, dall’età avanzata, etc.

In questa situazione il difetto che determina l’iperglicemia non sta nella riduzione della produzione di insulina, ma, piuttosto, nella sua ridotta attività funzionale.

COME SI CURA?

In  caso di diabete mellito di tipo 1  l’unica terapia efficace è rappresentata dalla somministrazione di insulina dall’esterno, che vale a sostituire quella quota di ormone che non viene più prodotta dall’organismo e deve essere consigliata quanto prima, sia per migliorare rapidamente i valori della glicemia, sia per mettere a riposo il pancreas.

Quando invece ci troviamo di fronte al diabete mellito tipo 2 l’insulina, pur essendo presente in quantità normali o addirittura superiori al normale, non è in grado di esplicare la sua attività, ed, inoltre, viene prodotta con un certo ritardo, rispetto all’assunzione del pasto.

In questa condizione la terapia idonea sarà costituita da farmaci assunti per via orale che siano in grado di ridurre la condizione di resistenza insulinica e farmaci, anch’essi assunti per via orale, che aumentino la quantità e/o la velocità di produzione dell’insulina. Esistono anche farmaci orali che riducono l’assorbimento di carboidrati e,quindi,indirettamente riducono la glicemia senza interferire con la produzione e l’attività dell’insulina

QUANTO E’ IMPORTANTE LA DIETA NELLA CURA DEL DIABETE?

Generalmente il diabetico di tipo 1 all’esordio si presenta  sottopeso e necessita subito del trattamento farmacologico, al contrario il diabetico di tipo 2  e' assai spesso in sovrappeso o e' francamente obeso,per cui è possibile iniziare con un trattamento dietetico e con un programma di attività fisica,utilizzando i farmaci solo se non si ottengono risultati.

Un dieta ,pertanto,rappresenta il provvedimento terapeutico piu' precoce ed importante del trattamento per  ottenere un miglior controllo della glicemia e riportare il paziente ad un peso accettabile o ideale.Ma la dieta deve anche tener conto del consumo energetico, che, naturalmente,varia in funzione dell’età, del sesso e dell’attività svolta, sia di tipo lavorativo, che ricreativo(sports)e dell’aumentato rischio cardiovascolare presente nel diabete.

COME DI PUO’ CONVIVERE CON IL DIABETE NELLA QUOTIDIANITA’?

Le attuali modalità di somministrazione dell’insulina ed i sistemi di autocontrollo domiciliare della glicemia,insieme a tutti nuovi farmaci orali che sono stati recentemente messi in commercio,consentono sicuramente una vita pressocchè normale alle persone con diabete.

E questo è tanto vero, se si pensa che al paziente con diabete mellito di tipo 1,cioè insulinodipendente,è possibile rilasciare il certificato di idoneità all’attività sportiva ,anche di di tipo agonistico.Ci sono anche dei campioni olimpici diabetici!!!

Naturalmente è di fondamentale importanza la conoscenza dei problemi connessi alla patologia e l’accettazione attiva della stessa,attraverso un processo educativo continuo.

QUAL’E’ L’INCIDENZA DEL DIABETE IN CAMPANIA ED IN PARTICOLAR MODO NEL SANNIO?

Purtroppo l’incidenza del diabete in Campania è tra le più alte in Italia ed anche la mortalità per diabete è più alta che altrove,cosa che deve indurre la Regione Campania a ricercarne i motivi e adottare delle idonee soluzioni. Per quanto riguarda il Sannio la prevalenza della malattia non è molto dissimile da quella nazionale,aggirandosi sul 3.3%,il che vuol dire che su una popolazione complessiva di 300.000 abitanti,circa 10.000 sono affetti da diabete mellito. Di questi il 14.7% è insulinotrattato ed il rimanente 85.3% è trattato con ipoglicemizzanti orali(75%) e solo dieta(25%). La patologia mostra un lieve appannaggio per il sesso maschile fino ai 70 anni,dopo vi è una prevalenza nel sesso femminile.L’assistenza ai pazienti viene erogata per il 50% dai Medici di Medicina Generale,per il 45% dai Servizi di Diabetologia Territoriali;il rimanente 5% non è seguito da nessuna struttura. Questi i dati ufficiali,ma bisogna tener conto che per ogni due diabetici noti ne esiste almeno un altro non ancora diagnosticato.

FIN DOVE SI E’ SPINTA LA RICERCA?

Generazioni di prodotti sempre migliori permettono di soddisfare le esigenze 'mediche' in senso stretto e al tempo stesso  di migliorare la qualità della vita delle persone con diabete: disponiamo,infatti,attualmente di strumenti che consentono una valutazione sempre più affidabile della glicemia , una somministrazione sempre più semplice e quasi indolore dell’insulina,fino ad arrivare alle insuline spray nasale  o somministrate per aerosol,insuline a lunga durata d’azione,con riduzione anche dei rischi di ipoglicemie,nuovi farmaci che ritardano l’assorbimento intestinale dei carboidrati e nello stesso stimolano la riproduzione delle beta cellule pancreatiche. Ed inoltre disponiamo di una serie di strumenti(Microinfusori)che iniettano in maniera costante insulina,aumentando l’erogazione in corrispondenza dei pasti,mimando quello che fisiologicamente fa il pancreas nel nostro organismo.Ciò,per quanto attiene alla terapia tradizionale;buoni risultati si sono ottenuti anche nel trapianto di pancreas o di rene e pancreas,contemporaneamente e nel trapianto.di beta cellule nel fegato,soprattutto per i progressi nella terapia immunosoppressiva (anti-rigetto). Vi sono in corso dei tentativi per ridurre la risposta ai tessuti trapiantati.In particolare alcuni scienziati stanno valutando la possibilità di isolare fisicamente, con una capsula di materiale plastico, le cellule beta in modo da non metterle a contatto con le difese immunitarie ed altri stanno tentando di fabbricare cellule beta attraverso l'ingegneria genetica( prendendo cellule normali nelle quali viene inserito il 'software' genetico che le rende produttrici di insulina). Di recente il prof Camillo Ricordi dell’Università di Miami ha effettuto con successo il primo trapianto  combinato di cellule staminali prelevate dal midollo osseo insieme a cellule del pancreas e probabilmente il tentativo sarà ripetuto all’Istituto Trapianti di  Palermo. Tutto ciò ci lasci ben sperare per il prossimo futuro dei nostri pazienti

 

Dionisio Pascucci ,diabetologo

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.