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Il
trapianto di pancreas: effetti metabolici e sulle complicanze del
diabete
Il trapianto di
pancreas, nelle sue varie accezioni, ripristina la secrezione endogena
di insulina e i meccanismi della sua regolazione, normalizzando
stabilmente e nel lungo periodo i valori glicemici e l’emoglobina
glicata, nonché eliminando il rischio di ipoglicemie . Vengono anche
ripristinati la secrezione di glucagone e, almeno in parte, il sistema
della controregolazione insulinica . La produzione epatica di glucosio
si normalizza, il profilo lipidico migliora e si hanno effetti positivi
sul metabolismo proteico .
L’effetto del
trapianto di pancreas sulle complicanze croniche del diabete non è
semplice da definire, in quanto nei pazienti sottoposti a trapianto il
danno vascolare è spesso avanzato. Tuttavia, negli studi con follow-up
sufficientemente prolungato, è stato osservato che la retinopatia tende
a regredire o almeno a stabilizzarsi in una percentuale elevata di casi
(fino a oltre l’80%), e comunque più frequentemente rispetto a quanto
osservato nei gruppi di controllo . La terapia con steroidi, che fa
parte delle strategie antirigetto, può peraltro accelerare la
progressione della cataratta . Le lesioni tipiche della nefropatia
diabetica (alterazioni glomerulari, ispessimento delle membrane,
proliferazione dell’interstizio) possono regredire a distanza di 5-10
anni dal trapianto di pancreas , e la proteinuria si reduce
significativamente e in tempi brevi dopo il trapianto . È tuttavia da
tener presente che alcuni farmaci immunosoppressori , sono tossici per
il rene, e pertanto in caso di trapianto di pancreas dopo rene o
trapianto isolato la funzione renale deve essere ragionevolmente ben
conservata (filtrato glomerulare di almeno 60 ml/min nel trapianto di
pancreas isolato).Anche la neuropatia autonomica e quella periferica
possono migliorare dopo trapianto di pancreas , un effetto questo che,
in caso di trapianto combinato con il rene, sembra comunque dipendere
dalla funzione del pancreas .
Per quanto
riguarda gli effetti sulle complicanze macrovascolari, il trapianto
combinato di pancreas e rene è associato a riduzione della aterosclerosi
coronarica e di quella carotidea, nonché a minor incidenza di infarto
del miocardio ed edema polmonare . Sebbene pochi siano i dati
attualmente disponibili al riguardo, tuttavia anche il trapianto di
pancreas isolato sembra avere conseguenze favorevoli sull’apparato
cardiocircolatorio, come dimostrato dal miglioramento di alcuni
parametri funzionali miocardici (valutati mediante ecocardiografia) e
dalla diminuzione della pressione arteriosa . Peraltro, l’arteriopatia
periferica agli arti inferiori non viene favorevolmente influenzata dal
trapianto di pancreas
Il trapianto di pancreas:
considerazioni sui rischi
Il trapianto di
pancreas comporta rischi relativi alla procedura chirurgica in sé
(soprattutto quanto eseguito nei pazienti con insufficienza renale
cronica), nonché rischi dovuti all’uso della terapia antirigetto (in
particolare infezioni e rischio neoplastico). Tuttavia, grazie al
miglioramento delle procedure chirurgiche e ai progressi del trattamento
immunosoppressivo In uno studio eseguito su oltre 9000 pazienti, è
stato osservato che la mortalità nei primi 90 giorni dal trapianto era
pari a 3,6, 2,3 e 1,5% rispettivamente nel trapianto di pancreas e rene,
pancreas dopo rene e pancreas isolato . Nel medesimo studio veniva
riportato che nel periodo da uno a 4 anni dopo il trapianto la mortalità
complessiva era del 4.4%: in tale gruppo, le infezioni e le neoplasie
rappresentavano non trascurabili cause di morte (rispettivamente 24 e
7,8%) . Nel complesso, si ritiene che la mortalità per neoplasie nei
pazienti trapiantati di pancreas sia di 0,6% . Tenendo ben presente
tutto questo, va comunque sottolineato che la sopravvivenza è
significativamente più elevata nei pazienti che ricevono trapianto
combinato di pancreas e rene, rispetto a chi non è trapiantato ;
inoltre, nel trapianto di pancreas dopo rene e di rene isolato la
sopravvivenza nei pazienti che hanno ricevuto il trapianto è simile a
quella di coloro che sono in lista di attesa .
Da Standard Italiani per la cura del
diabete mellito.
Estratto a cura di
Andrea Tatavitto,diabetologo
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