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Emoglobina glicata: le oscillazioni fanno la differenza

Quando misuriamo la glicemia abbiamo sostanzialmente due possibilità: un dato istantaneo, puntiforme, rappresentato dalla glicemia a digiuno ed un dato medio, paragonabile ad un segmento geometrico, l'emoglobina glicata-A1C, che esprime la media dei valori glicemici negli ultimi 2-3 mesi. Come tutte le medie, anche la glicata è una mezza bugia travestita da verità, il famoso pollo a testa di Trilussa. La glicata non dice, infatti, se la glicemia è stata sostanzialmente stabile o se ha superato o è andata sotto i valori soglia. Da una decina d'anni si raccolgono evidenze sul ruolo che la variabilità glicemica ha nella genesi delle complicanze. Dati provenienti da uno studio finlandese (circa 2.100 persone con diabete tipo-1 seguite in media per 6 anni) indicano che, a parità di altri fattori, la variabilità dell'emoglobina glicata costituisce un fattore predittivo di microalbuminuria, danno renale e complicanze cardiovascolari.

 

Da  Modus on-line  del 28 dicembre 2009

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ultimo aggiornamento lunedì, 11 gennaio 2010 17.41.02
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