Il pacemaker
gastrico risolve una delle complicanze del diabete mellito
A un anno
dall’intervento, una paziente ha ripreso peso e conduce una vita normale
grazie a un pacemaker gastrico che ha risolto completamente la
gastroparesi che la affliggeva. Era stata ricoverata all’Istituto
Scientifico Universitario San Raffaele di Milano in stato di
malnutrizione, dopo mesi di nausea e vomito che non le consentivanodi
alimentarsi adeguatamente. Dopo la diagnosi di grave gastroparesi,
conseguenza della malattia diabetica che l’affligge da oltre trent’anni,
la paziente, 65 anni, è stata subito sottoposta a nutrizione
parenterale, ma né questo primo approccio terapeutico, né la terapia
farmacologica sono stati sufficienti a migliorare la sintomatologia e le
sue condizioni fisiche generali. Così alla donna è stato proposto
l’impianto di un pacemaker gastrico. Ora, a un anno di distanza, la sua
qualità di vita è nettamente migliorata, e conduce una vita del tutto
normale.
“Inizialmente
avevamo tentato con la terapia farmacologica con eritromicina e
domperidone, ma senza risultati - ricorda il prof. Emanuele Bosi,
responsabile del reparto di Medicina a indirizzo endocrino-metabolico
dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, che con i suoi
collaboratori, dottori Gabriella Galimberti, Alberto Davalli e
Annachiara Uccellatore, ha seguito la paziente fin dal momento del
ricovero - Nel giro di poco tempo è apparso chiaro che l’unica speranza
di alleviare la sofferenza della paziente sarebbe stato l’impianto del
dispositivo medico”.
La gastroparesi, una
delle complicanze croniche del diabete mellito, rara ed estremamente
invalidante, è caratterizzata da rallentato svuotamento gastrico. Lo
stomaco, inerte e incapace di contrarsi, non è più in grado di svolgere
le sue normali funzioni e il paziente accusa vomito continuo, sazietà
precoce e ripienezza epigastrica postprandiale, associate a un difficile
controllo della glicemia anche utilizzando schemi di terapia insulinica
intensiva. Conseguenze gravi sono forte calo di peso, stato di
malnutrizione e disidratazione
“L’intervento -
spiega il prof. Bosi - consiste nell’applicazione sul fondo gastrico, a
un centimetro dalla curvatura dello stomaco, di due elettrodi
stimolatori. Questi vengono collegati a un pacemaker sistemato in una
tasca sottocutanea appositamente creata. Il dispositivo, una volta
regolato e attivato, invia regolari impulsi elettrici allo stomaco,
ripristinando in questo modo l’attività peristaltica gastrica”.
L’intervento è stato
eseguito dal dott. Carlo Socci, collaboratore del prof. Carlo Staudacher,
responsabile del dipartimento di chirurgia generale e specialistica.
Questa metodica, è indicata non solo per gastroparesi secondaria al
diabete mellito, ma anche per lesioni del nervo vago e per il vomito
idiopatico.
Da
www.saluteeuropa.it
del 3 luglio 2009 |