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Il
monitoraggio glicemico continuo (CGM):
Introduzione
Il monitoraggio
glicemico continuo (CGM) può essere a ragione considerato oggigiorno
come un importante strumento in grado di migliorare il controllo
glicemico nei pazienti in trattamento insulinico. Questa importante
innovazione tecnologica è stata inizialmente introdotta nella pratica
clinica alcuni anni orsono come uno strumento di analisi retrospettiva a
breve termine rivolto essenzialmente al personale medico coinvolto nella
gestione e nel trattamento dei pazienti diabetici. Tuttavia,
l’evoluzione della tecnologia è progredita negli ultimi anni fino
all’approvazione di sistemi di rivelazione della glicemia in grado di
essere utilizzati in tempo reale (in Real-Time), per prolungati periodi
di tempo ed in maniera prospettica. Analogamente, anche le pubblicazioni
scientifiche degli ultimi anni sembrano rispecchiare l’interesse e
l’importanza crescente su questo argomento. A differenza del
tradizionale controllo glicemico mediante reflettometro che consente
un’estemporanea misurazione della glicemia, il CGM consente la
valutazione delle fluttuazioni glicemiche del paziente, i trend di
variazioni della glicemia nel tempo e può essere utilizzato con successo
per le modifiche degli schemi di terapia individuale necessari per
evitare le iperglicemie o pericolose ipoglicemie con conseguente
miglioramento del controllo metabolico del paziente. In questo capitolo
verranno descritti i principi di funzionamento dei vari sensori oggi
disponibili, le loro limitazioni tecniche ed i principali campi di
applicazione clinica.
Attualmente i
sensori per il monitoraggio in continuo della glicemia disponibili in
Italia sono: il CGMS Gold ed il Guardian Real-Time della Medtronic, il
Glucoday S della A. Menarini Diagnostics ed il Seven Plus della DexCom.
Limiti dei sistemi di monitoraggio
in continuo
I sistemi di
monitoraggio in continuo attualmente disponibili vengono definiti anche
“minimamente invasivi” e richiedono pertanto l’inserzione di un ago o
una fibra per microdialisi nel tessuto sottocutaneo per la misurazione
del glucosio interstiziale. A differenza della misurazione capillare o
plasmatica della glicemia, la determinazione del glucosio interstiziale
può accompagnarsi ad un ritardo specie in condizione di rapide
variazioni della glicemia come quelle successive all’assunzione di un
pasto o rapide ipoglicemie. Inoltre sono necessarie frequenti
calibrazioni quotidiane attraverso la misurazione della glicemia
capillare per ottenere un buon grado di accuratezza. È importante
inoltre sottolineare che anche gli attuali dispositivi approvati per la
misurazione in Real-Time vanno utilizzati come suggerito falla FDA in
associazione al tradizionale controllo glicemico mediante reflettometro
che rappresenta pertanto ancora il principale strumento per
un’appropriata decisione terapeutica. Un altro aspetto è rappresentato
dal tempo necessario per la stabilizzazione del segnale del sensore una
volta introdotto nel tessuto sottocutaneo. Questo è dovuto al necessario
processo di equilibrio tra l’analita e la superficie del sensore; più
breve è il tempo di equilibro più velocemente il segnale del sensore
raggiunge una stabilità nel tempo. Dall’altro lato è necessario che il
segnale si mantenga stabile nel tempo dopo il suo inserimento nel
sottocute; alcuni sensori evidenziano una perdita di sensibilità del
segnale nel tempo che si accompagna ad una ridotta accuratezza del
sistema rispetto alle variazioni reali della glicemia. Questo è il
motivo per cui si rendono necessarie diverse calibrazioni quotidiane e
l’utilizzo del sensore debba essere limitato solo a qualche giorno.
Infine un limite importante è rappresentato dal fatto che l’operatività
dei sensori è limitata a 2 – 7 giorni, periodo che non è sufficiente,
specie in pazienti con diabete instabile, per definire i profili
glicemici quotidiani e notturni in maniera accurata. Per il clinico, ma
soprattutto per il paziente, una condizione critica e necessaria è
rappresentata dal fatto che il CGM sia in grado di evidenziare una
rapida riduzione della glicemia (2-3mg/dl/min) soprattutto in corso di
ipoglicemia. I nuovi dispositivi in Real-Time con misurazioni
frequenti della glicemia interstiziale abbinati ad allarmi programmabili
per rapide escursioni glicemiche nell’ambito dell’ipoglicemia
rappresentano un’ulteriore evoluzione tecnologica riguardo alla
sicurezza clinica di questi dispositivi.
Accuratezza ad affidabilità degli
attuali sistemi CGM
L’accuratezza dei
sistemi CGM dipende da un lato dal fisiologico ritardo “lag-time”
rispetto alla misurazione della glicemia capillare e dall’altro dai
problemi inerenti alla calibrazione del sistema. È stato dimostrato
infatti che variazioni rapide della glicemia non avvengono
contemporaneamente anche a livello interstiziale, ma esiste un ritardo
variabile da alcuni secondi fino a circa 15 minuti. Oltre ai parametri
fisiologici (flusso ematico, equilibrio del glucosio attraverso la
barriera capillare endoteliale influenzata dall’utilizzazione periferica
del glucosio) alcuni aspetti relativi ai dispositivi possono influenzare
il ritardo tra il glucosio interstiziale e la glicemia plasmatica (
frequenza di campionato, dimensioni del sensore, velocità di perfusione
nella microdialisi, ecc.).
Questo ritardo
sembra piuttosto costante ed indipendente da aumenti o diminuzioni nelle
concentrazioni del glucosio o dell’insulina ematici. In generale gli
errori conseguenti al “lag-time” possono essere minimizzati grazie ad
appropriati algoritmi matematici e quelli relativi alle differenze nella
glicemia conseguenti al gradiente plasma/interstizio mediante ripetute
calibrazioni. Un recente studio ha valutato l’accuratezza clinica di 4
diversi strumenti in un gruppo di soggetti in condizioni di euglicemia
ed ipoglicemia durante clamp evidenziando come la differenza
relativa media rispetto al sistema di riferimento risulti
sostanzialmente simile nei diversi dispositivi e pari a circa il 15%.
Alberto Maran
Da
Collana Editoriale AMD
Aggiornamenti 2010
Direttore Scientifico: Carlo B.Giorda
Estratto a cura di Andrea Tatavitto, diabetologo
Con
la collaborazione di Concetta Sacco
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