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GLI
STUDI COMMISSIONATI DALLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE
Quando vengono finanziati da
un'industria farmaceutica, ci sono molte piu' possibilita' che gli studi
di sperimentazione sui medicinali diano risultati positivi. Dati alla
mano, gli esperti del Children's Hospital di Boston (Usa) sono andati a
calcolare la percentuale di 'lieto fine' nei trial clinici registrati
sul sito ufficiale americano ClinicalTrials.gov, rilevando che l'85%
degli studi finanziati dalle aziende da' risultati positivi contro il
50% di quelli sostenuti dal governo, e il 72% dei trial effettuati da
organizzazioni no profit o non federali. In piu', fra questi ultimi,
quelli che hanno avuto un contributo da parte dell'industria, cioe'
quasi la meta', riportano piu' spesso un successo (85% dei casi)
rispetto a quelli che non hanno goduto di questo sostegno (61%).
L'analisi si e' basata su cinque
classi terapeutiche: farmaci anti-colesterolo, antidepressivi,
antipsicotici, vasodilatatori e anti-ulcera. Sono stati esaminati tutti
i singoli studi e contattati direttamente i responsabili, se necessario.
Fra tutte queste indagini scientifiche, i due terzi sono stati
completati e hanno ottenuto risultati che sono stati poi pubblicati. E
le conclusioni dei ricercatori del Children's Hospital di Boston
assicurano che la maggior parte di quelli finanziati dalle industria ha
fatto 'centro'.
"Non possiamo definire con precisione
quali siano i fattori che contribuiscono all'associazione fra fonte di
finanziamento e risultati positivi di uno studio, ma i nostri dati
dimostrano che abbiamo bisogno di maggiore trasparenza su tutti gli
elementi che concorrono ad avviare uno studio". Oltre agli interessi
delle industrie, infatti, "ci potrebbero essere altri meccanismi come il
modo in cui si organizza lo studio, la selezione dei pazienti, il metodo
di analisi e di pubblicazione dei risultati".
Nello studio, pubblicato sulla
rivista 'Annals of Internal Medicine', gli autori chiedono dunque piu'
trasparenza nella pubblicazione dei dati dei trial clinici, per ridurre
la possibilita' di 'influenze' sui risultati. Florence Bourgeois e
Kenneth Mandl hanno passato in rassegna ben 546 trial condotti fra il
2000 e il 2006 e riportati sul sito ClinicalTrials.gov, il registro
federale americano online degli studi clinici.
Da
Sanita’ News del 5 agosto 2010
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