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Applicazioni cliniche dei  sistemi di monitoraggio in continuo (CGM) 

 

Una delle principale applicazioni cliniche dei sistemi CGM è rappresentata da un’analisi retrospettiva dei risultati che consente di raccogliere informazioni di tipo qualitativo e permette di riconoscere alcuni “trend” (variazioni della glicemia) ricorrenti nel singolo paziente che sfuggirebbero ad una valutazione tradizionale del profilo glicemico. Con i più recenti sistemi Real-Time con visualizzazione immediata dei valori glicemici e un sistema di allarmi per la ipo – e la iperglicemia, sono invece possibili adattamenti terapeutici e provvedimenti correttivi estemporanei, configurando quindi uno strumento prevalentemente tarato sulle esigenze del paziente. Su questa base è pertanto possibile separare le possibili indicazioni cliniche del CGM, distinguendo in uso retrospettivo holter-like ed uno Real-Time.  Campi di applicazione clinica Ipoglicemia, Variabilità glicemica, Iperglicemia post-prandiale, Gravidanza , Diabete di tipo 2 ed altre applicazioni , Controllo metabolico e sistemi retrospettivi , Controllo metabolico e sistemi Real-Time i paragrafi saranno sviluppati progressivamente nei successivi aggiornamenti

 

Ipoglicemia

Uno dei principali impieghi dei sistemi CGM ed in particolare dei sistemi retrospettivi è stato quello di un utilizzo educativo dello strumento al fine di documentare gli episodi di ipoglicemia notturna e la loro durata nei pazienti in trattamento insulinico. L’ipoglicemia notturna è un evento spesso asintomatico e risulta sottostimato dal tradizionale controllo glicemico domiciliare. L’utilizzo del CGM consente di ridurre l’incidenza e la durata degli episodi ipoglicemici mediante modifiche del regime insulinico notturno. Inoltre si è rivelato utile nell’identificare la percezione dei sintomi dei pazienti in trattamento insulinico e l’impatto delle modifiche terapeutiche  in condizioni di “hypoglicemia unawareness” (ipoglicemia senza sintomi). I sistemi in Real-Time non solo sono in grado di identificare gli eventi ipoglicemici ( in particolare notturni), ma di predire nel tempo il rischio di un’imminente ipoglicemia attraverso l’utilizzo di allarmi in grado di avvertire il paziente del rischio e consentire pertanto un’azione appropriata e preventiva. Questo risulta di particolare importanza per il paziente diabetico con “hypoglicemia unawareness” in quanto consente di migliorare il controllo glicemico, la sicurezza del paziente e di conseguenza la sua qualità di vita.

 

Variabilità glicemica

Il CGM consente di documentare in maniera dettagliata il tempo trascorso in condizioni di normo-, ipo- ed iperglicemia e può pertanto rappresentare uno strumento più accurato rispetto  ad un singolo dato integrato come espresso tradizionalmente dal valore di HbA. In effetti le ampie oscillazioni nel diabete instabile caratterizzate da picchi iper- ed ipoglicemici vengono ad essere neutralizzate se si analizzano i valori medi di emoglobina glicosilata; pertanto è verosimile che un nuovo indice di variabilità glicemica che esprima il tempo trascorso nelle diverse condizioni di ipo-, iper- e normoglicemia possa essere utilizzato in abbinamento alla misurazione dell’emoglobina glicata come misura integrata del controllo metabolico del paziente diabetico. In effetti alcuni studi hanno evidenziato come esista un’ampia variabilità glicemica anche in pazienti che presentano un controllo metabolico ottimale, in termini di HbA, suggerendo la possibilità che oltre al valore di emoglobina glicata, la variabilità glicemica possa rappresentare un fattore predittivo per lo sviluppo delle complicanze croniche del diabete attraverso l’attivazione dei meccanismi coinvolti nello stress ossidativo. Tale ipotesi non è stata tuttavia confermata successivamente da altri autori. Il CGM rappresenta comunque una tecnica ideale per monitorare la variabilità glicemica ed attraverso opportuni aggiustamenti terapeutici basati sui trend glicemici il sistema in Real-Time consente al paziente di ridurre le oscillazioni glicemiche ed aumentare il tempo trascorso in euglicemia.

 

Iperglicemia post-prandiale

A differenza del sistema intermittente di misurazione della glicemia capillare, il CGM consente di documentare il rispettivo contributo della glicemia a digiuno e post-prandiale a diversi valori di HbA e può rappresentare uno strumento adatto a valutare l’impatto sulle variazioni glicemiche legate all’assunzione di un pasto. Questo ha implicazioni pratiche per il paziente che può modificare la quantità di carboidrati assunti adeguandoli al bolo di insulina somministrato. È stato infatti dimostrato come sia possibile ridurre l’iperglicemia post-prandiale e migliorare il controllo metabolico del paziente diabetico mediante l’utilizzo degli analoghi rapidi ai pasti. Inoltre l’utilizzo del CGM ha dimostrato la sua utilità per identificare  e correggere l’iperglicemia post-prandiale anche in particolari condizioni cliniche  quali la gastroparesi diabetica.

 

Alberto Maran

Da Collana Editoriale AMD

Aggiornamenti 2010

Direttore  Scientifico: Carlo B.Giorda

 

Estratto a cura di Andrea Tatavitto,diabetologo

Con la collaborazione di Concetta Sacco

 

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
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decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento martedì 31 agosto 2010 16.21.01
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.