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È il diabete
la vera pandemia mondiale
L’allarme degli esperti internazionali, al via una campagna di
sensibilizzazione
Gli oltre 230 milioni
di diabetici del pianeta saliranno a 350 milioni in meno di 20 anni.
Un'autentica epidemia mondiale che si abbatterà soprattutto sulle
nazioni più povere. Già oggi 7 dei 10 Stati più colpiti sono Paesi in
via di sviluppo, e si calcola che entro il 2025 l'80% di tutti i casi di
malattia riguarderà la parte più sfortunata del globo.
A lanciare l'allarme è l'International Diabetes Federation (Idf), che a
Washington, negli Usa, ha presentato la campagna “Uniti per il diabete”
per contrastare il dilagare della patologia. Due gli obiettivi
dell'iniziativa: sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla “pandemia
diabete” e incoraggiare i governi a intervenire presso l'Onu affinché
adotti una Risoluzione ad hoc prima della prossima Giornata mondiale del
diabete 2007 (fissata per il 14 novembre). L'emergenza è mondiale, ma
anche nazionale: “In Italia”, spiega in una nota Umberto Valentini,
presidente del consorzio “Diabete Italia” che riunisce Sid (Società
italiana di diabetologia) e Amd (Associazione medici diabetologi),
entrambe federate nell'Idf, “il diabete colpisce oggi il 5-6% della
popolazione, mentre solo 10 anni fa interessava 4 italiani su 100''. I
dati diffusi dall'Idf sono assai preoccupanti, conferma l’esperto,
sottolineando che “le cifre precedenti sottostimavano il pericolo
diabete”. E poiché “ci si aspetta che il numero totale dei malati sia
destinato a crescere ancora, l'Idf ha deciso di mobilitarsi per
fronteggiare quella che sempre più assume le forme di una vera, grande
epidemia”. “Il diabete”, avverte Martin Silink, presidente designato
dell'Idf, “sta rapidamente diventando una delle più grandi catastrofì
sanitarie che il mondo abbia mai conosciuto. Se i governi non dovessero
agire immediatamente, l'epidemia di diabete finirà col consumare le
risorse disponibili per la tutela della salute”.
Il diabete mette a rischio tante vite quante l'Aids, assicurano gli
esperti dell'Idf. Eppure, nonostante l'elevato prezzo umano, c'è
un'incredibile mancanza di conoscenza del problema su scala globale.
Pochi, denunciano per esempio gli specialisti internazionali, sanno che
il diabete è una delle cause principali di morte prematura nel mondo:
ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e si
prevede che l'indice di mortalità crescerà del 25% entro la fine del
prossimo decennio. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms),
infine, il diabete potrebbe anche - per la prima volta in ben 200 anni -
ridurre globalmente le aspettative di vita. E a dispetto dei dati,
prosegue l'Idf, pochissimo è stato fatto finora a livello politico. “La
comunità internazionale deve prendere in seria considerazione questo
problema”, ha insistito Pierre Lefebvre, attuale presidente della
federazione. “Dobbiamo unire le forze nella lotta contro il diabete per
non mettere a rischio la salute e la vita di milioni di persone” Perché
il diabete “oggi può essere trattato efficacemente, riducendone
l'impatto e, in molti casi, impedendone completamente l'insorgenza”.
Circa l'80% dei casi di diabete di tipo 2 (il cosiddetto diabete adulto
o non insulino-dipendente) può essere curato anche solo migliorando lo
stile di vita, con una dieta più sana e più esercizio fisico. Mentre per
il diabete di tipo 1 (giovanile o insulino-dipendente), la cui
diffusione aumenta al rimo del 3% l'anno, è urgente il costante impegno
della ricerca. Per invertire l'attuale tendenza - che non è solo una
questione di salute, ma anche economica, conclude l'Idf - sarà
necessaria una strategia comune a tutti i Paesi e l'attenzione
dell'intera comunità internazionale. Una Risoluzione delle Nazioni Unite
“non solo riuscirà finalmente a dare risalto al diabete come problema
mondiale, ma renderà evidente al mondo intero la necessità di un
provvedimento immediato”. L'Idf spera in particolare che una Risoluzione
Onu sul diabete possa “spingere tutte le autorità e le istituzioni
competenti ad agire in maniera preventiva a favore della salute dei
cittadini”.
(www.campagnadiabete.it - luglio 2006) |