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Obesità: gli Stati Uniti propongono una legge speciale contro i
fast-food
L’obesità è una
condizione che predispone a numerose patologie estremamente pericolose –
dal diabete all’infarto – ed è un problema che affligge, ormai, non solo
il mondo industrializzato ma anche i Paesi in via di Sviluppo che si
adeguano sempre di più a modelli occidentali di alimentazione e stile di
vita. Negli ultimi anni si è registrato un incremento delle azioni di
lotta all’obesità e al “cattivo mangiare” che vede oggi in prima linea
la capitale del fast food. A New York, infatti, un consigliere comunale
del partito democratico, ha chiesto di mettere un freno all’apertura di
nuovi fast food in città e di promuovere e incentivare alternative più
salutari, come i ristoranti vegetariani. La proposta non ha trovato
larghi consensi ma è certamente una spia dell’allarme obesità che, nei
soli Stati Uniti, colpisce circa 40 milioni di cittadini e che ha spinto
il sistema sanitario nazionale statunitense a porsi come obiettivo la
riduzione dell’obesità tra gli adulti a meno del 15% entro il 2010. Nel
nostro Paese l’obesità non è ancora un problema sanitario globale –
soprattutto grazie alla diffusione della dieta mediterranea – anche se
negli ultimi anni si è verificato un incremento del 9% del numero di
persone obese. Il dato più preoccupante riguarda la popolazione
infantile: negli ultimi anni si è registrato una aumento del 20% di
bambini e adolescenti obesi. Le cause sono le ben note sedentarietà, pc
e televisione per troppe ore, snack e cibi ipercalorici, scarsa attività
fisica.
Daniele Cirillo , nutrizionista |