|
Una
micropompa in aiuto del pancreas
Una pompa per la
microinfusione di insulina integrata in un cerotto. Un software per
computer palmare che permette la gestione della terapia insulinica, e un
altro per telefono cellulare che registra e memorizza le glicemie e
dialoga via sms con il computer del medico. Il primo microinfusore
integrato con sensore di glucosio, che infonde insulina e mostra, in
tempo reale, i valori di glicemia, ultimo passo verso la realizzazione
del pancreas artificiale. Sono alcune delle novità presentate a Milano
al congresso della Società Italiana di Diabetologia.
"Sono ora disponibili i tre elementi necessari per realizzare il
"pancreas artificiale": microinfusore, sensore di glucosio, algoritmo
matematico di controllo - dice Paolo Di Bartolo, Coordinatore Gruppo di
Studio Tecnologia e Diabete Sid-Amd (Associazione Medici Diabetologi)".
Il primo passo in questa direzione è stata la realizzazione del
microinfusore insulinico, lo strumento attualmente più tecnologicamente
avanzato per la terapia del diabete. In estrema sintesi, si tratta di
una micropompa per la somministrazione sottocutanea di insulina, che
riproduce ciò che il pancreas farebbe in natura. Il microinfusore,
tarato sulla specifica esigenza dell'individuo, somministra in
continuità un quantitativo minimo d'insulina (apporto basale), che
permette maggiore flessibilità negli orari dei pasti. In aggiunta al
"basale", la micropompa somministra, in occasione dei pasti e in
funzione delle indicazioni che gli vengono fornite circa la quantità e
la qualità degli alimenti consumati, l'apporto supplementare che il
pancreas in un individuo sano secerne ogni qual volta si mangia. "Gli
infusori ad oggi disponibili sono piccole scatole contenenti insulina,
collegate con il paziente da cateteri - fa notare Di Bartolo. Sul
mercato americano c’è un microinfusore dalle caratteristiche
rivoluzionarie, costituito da un contenitore d'insulina e da una
microscopica pompa che la inietta sottocute, integrati in un cerotto
delle dimensioni di pochi centimetri e dal pesodi circa 30 grammi. Il
tutto è controllato a distanza da un piccolo palmare senza fili".
Una volta che si è fatto aderire il cerotto alla cute, un microago si
autoinserisce sotto lo strato superficiale della pelle. Il sistema, per
le ridotte dimensioni e la mancanza di cateteri, è indossabile in
differenti punti del corpo: addome, coscia, gamba. Il cerotto viene
sostituito ogni tre giorni.
Tratto da: “Il Secolo XIX” del 14.07.06 a cura di Gianluca Ruffa ,
internista |