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PERCHÉ IL
DIABETE DI TIPO 1
L’organo che ha la funzione di
produrre l’insulina è il pancreas, che è situato nella cavità
addominale: esso comprende dentro di sé alcune zone ben visibili al
microscopio, che si chiamano Isole di Langerhans, che a loro volta sono
costituite da cellule particolari, chiamate cellule Beta, che sono
deputate alla produzione di insulina. Se il numero di queste cellule
diminuisce, si ridurrà anche la quantità di insulina prodotta e la
glicemia (cioè la quantità di zucchero nel sangue) tenderà ad aumentare
il suo valore: si parla in questo caso di iperglicemia.
Quando il numero delle cellule si
azzera, l’insulina non viene più prodotta: la glicemia si alzerà ancora
di più e l’organismo dovrà trovare il modo per produrre energia
attraverso altre vie metaboliche per poter sopravvivere. Tutto ciò
porta, in mancanza di insulina, alla produzione dei cosiddetti corpi
chetonici (ad esempio l’acetone) i quali si accumulano nell’organismo.
Questa situazione, se non corretta in tempo, può diventare molto
pericolosa per l’organismo: dalla cosiddetta chetoacidosi (una grande
quantità di corpi chetonici nel sangue), infatti, si può arrivare fino
al coma. In questa fase, il glucosio viene eliminato con le urine,
senza poter essere utilizzato per produrre energia, e ciò determina un
aumento del volume urinario (poliuria). I soggetti sentono allora un
aumentato bisogno di bere e calano di peso, proprio perché, pur
mangiando, non trattengono le sostanze nutritive e l’acqua.
Ma perché le cellule che producono
l’insulina possono essere distrutte?
In realtà la causa non è del tutto
chiara. Quello che si evidenzia è che l’organismo crea delle sostanze
chiamate autoanticorpi, che attaccano e distruggono tessuti ed organi
propri, non riconoscendoli più come facenti parte del corpo, ma
considerandoli come se fossero organi estranei. Nel caso del diabete
mellito tipo 1, in particolare, vengono prodotti degli anticorpi contro
le cellule che producono insulina, che vengono via via distrutte
provocando gli effetti tipici della malattia.
Sappiamo inoltre che ci sono soggetti
che sono predisposti geneticamente a sviluppare le malattie
autoimmunitarie, ma che devono accadere anche altri eventi, non
completamente noti, affinché si sviluppi la malattia. Ad esempio, si
ritiene che alcuni fattori ambientali, come le infezioni virali, possano
giocare un ruolo importante nell’attivare la risposta autoimmunitaria
dell’organismo e scatenare il diabete. Attualmente, l’unica terapia
possibile per la cura del diabete di tipo 1 consiste nel dare
all’organismo quello che non può più produrre autonomamente, e cioè
l’insulina, che deve essere somministrata attraverso iniezioni nel
tessuto sottocutaneo, da cui poi si distribuisce per tutto l’organismo.
Ripristinata la quantità corretta di
insulina per l’organismo, lo zucchero può nuovamente entrare nelle
cellule e dare il via alle numerose reazioni metaboliche che sono alla
base della vita.
di Emanuela Orsi
da

Maggio 2008
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