PERCHÉ IL DIABETE DI TIPO 2
Ma
cos’è il diabete di tipo 2?
È una malattia caratterizzata
dall’aumento della glicemia (almeno in due occasioni superiore a 126 mg%)
che si associa spesso all’obesità addominale (circonferenza vita
superiore a 88 cm nelle donne e 102 cm negli uomini). La glicemia, cioè
lo zucchero nel sangue, aumenta per due motivi: una ridotta produzione
di insulina ed una ridotta attività dell’insulina. L’insulina è
l’ormone, prodotto in alcune cellule del pancreas (cellule
beta-insulari), che serve a far entrare e depositare lo zucchero nei
vari organi. Tra gli organi bersaglio dell’insulina circa il 90% è
rappresentato dal muscolo scheletrico, cioè dai muscoli che si
contraggono volontariamente e servono al movimento e all’attività
fisica. Lo zucchero nel muscolo viene depositato (glicogeno muscolare)
o utilizzato prontamente per fornire l’energia per la contrazione
muscolare. In questo senso il muscolo può essere paragonato ad
un’automobile bi-fuel che può muoversi a scelta con due carburanti come
metano e benzina. Anche il muscolo per contrarsi può scegliere tra due
principali carburanti:i grassi, che possiamo paragonare al metano,e lo
zucchero che possiamo paragonare alla benzina super.Se il muscolo ha
grassi in eccesso non utilizza gli zuccheri che neanche riescono a
passare dal sangue al muscolo. L’insulina che dovrebbe fare aprire dei
cancelli (recettori per ilglucosio) sulle fibre muscolari funziona male
perché il muscolo, come l’automobile, ha una specie di sensore di
livello di carburante, che, se vede che ci sono già troppi grassi nella
cellula muscolare, non fa produrre i recettori per il glucosio. Allora
l’organismo cerca di compensare questa situazione producendo più
insulina che è tipicamente aumentata in chi è in sovrappeso o obeso. Per
alcuni anni questo meccanismo di compenso funziona ma con il passare del
tempo la glicemia tende, piano piano, ad aumentare. Già una glicemia a
digiuno superiore a 100 mg% comincia ad essere a rischio e tra 110 e 125
mg% dovrebbe essere eseguito un carico orale di glucosio per vedere se è
già presente un’intolleranza agli zuccheri o un vero e proprio diabete.
Quindi è chiaro che se vogliamo veramente prevenire o curare il diabete
dobbiamo da un lato fare contrarre il muscolo conl’attività fisica
regolare, e dall’altro mangiare meno cibi grassi e conditi. Solo se si
consumano i grassi depositati nel muscolo si aprono i cancelli e può
entrare lo zucchero. Gli atleti e gli sportivi allenati hanno una grande
sensibilità all’insulina e non rischiano di sviluppare il diabete di
tipo 2. L’attuale epidemia di diabete è il frutto di una alimentazione
in eccesso per i livelli di consumo con l’attività fisica. Bisogna
ricordarsi che ci siamo selezionati per la frequente esposizione a
periodiche carestie. Si sono selezionati i geni (DNA) degli individui
non solo fisicamente più abili ma anche “risparmiatori”. Chi ha i “geni
del risparmio” è caratterizzato dalla capacità di immagazzinare con
grande efficienza le calorie fornite da pochi cibi. Ciò consentiva di
avere le riserve necessarie per superare i lunghi digiuni ed aumentava
le possibilità di nutrirsi e cacciare, dato che al bisogno erano
disponibili preziose scorte energetiche. Nella situazione ambientale
attuale, in cui abbiamo grande disponibilità di cibo e non è più
necessaria l’attività fisica per lavorare o nutrirsi, quello che era un
meccanismo di sopravvivenza ieri, è oggi causa di obesità e di diabete
tipo 2. Ne deriva che la pratica regolare dell’attività fisica nel tempo
libero diventa obbligatoria ai nostri giorni per consentire
all’organismo di tornare alle origini e rispettare al meglio quella che
è la nostra natura.
di
Pierpaolo
De Feo,
da

Maggio 2008 |