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METFORMINA E PROTEZIONE CARDIOVASCOLARE
È ben noto
l’effetto anti-iperglicemico della metformina, poiché tale sostanza è
stata utilizzata per più di 40 anni nel trattamento del diabete di tipo
2. Inoltre, è stato recentemente dimostrato che il trattamento con
metformina può prevenire o ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2
in quei pazienti con ridotta tolleranza al glucosio che hanno un elevato
rischio di sviluppare il diabete.
Tuttavia,
l’obiettivo finale nella cura del diabete di tipo 2 rimane quello di
prevenire la pesante incidenza di morbilità cardiovascolare e prematura
mortalità. Le evidenze attuali ci dicono che la metformina riduce il
rischio di malattie cardiovascolari in pazienti affetti da diabete di
tipo 2.
La prima valida indicazione a sostegno di un
potenziale beneficio della metformina sul sistema cardiovascolare,
emerse dall’UKPDS. In tale studio i pazienti
in soprappeso, affetti da diabete di
tipo 2, riportarono un’incidenza di mortalità globale e quella
cardiovascolare di circa il 40% più bassa nei
pazienti trattati con metformina, da sola od in associazione, rispetto
ai pazienti trattati con una sulfanilurea.
Metformina e Protezione
cardiovascolare in pazienti caratterizzati da “sindrome da
insulino-resistenza”
I pazienti
affetti dalla cosiddetta “sindrome da insulino-resistenza” sono a
rischio di sviluppo del diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari.
Lo studio clinico DPP includeva una grande percentuale di tali pazienti;
per questi la metformina fu in grado di offrire una protezione
significativa contro lo sviluppo del diabete. Deve essere ancora
stabilito se la metformina può migliorare la prognosi cardiovascolare
riducendo la severità della da insulino-resistenza, e l’insieme dei
fattori di rischio cardiovascolari associati alla sindrome da
insulinoresistenza. Ad oggi, non sono disponibili risultati in merito a
studi clinici controllati, randomizzati, di valutazione degli effetti
della metformina sugli endpoints cardiovascolari nei pazienti
insulinodipendenti.
Sulla base di
quanto evidenziato dalla sperimentazione clinica , sembra che la
metformina aumenti la sensibilità all’insulina ed ad alcune componenti
della sindrome da insulino-resistenza, principalmente correlata alla
fibrinolisi. E’ necessario indagare ulteriormente sui meccanismi in base
ai quali la metformina agisce direttamente, o indirettamente, sul
sistema cardiovascolare per diminuire il rischio cardiovascolare nei
pazienti affetti da diabete di tipo 2 o normoglicemici.
In
conclusione, la metformina, la “vecchia signora” della terapia
antidiabetica, vive ora una seconda giovinezza in virtù dei suoi
potenziali benefici cardiovascolari che si aggiungono ai suoi ben noti
benefici nel trattamento dei pazienti affetti da diabete tipo 2. I
diversi meccanismi d’azione della metformina includono una
sensibilizzazione all’insulina e, probabilmente, azioni dirette a
livello cardiovascolare. Questi meccanismi d’azione offrono
potenzialmente anche una protezione cardiovascolare nei pazienti non
diabetici a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
Estratto a cura di Gianluca Ruffa , internista
da Diabetes & Metabolism , di
P. Vague |