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L’albumina glicata  nei diabetici in emodialisi

27 giugno 2008 (Congresso Medico) – Negli Stati Uniti, il 50% circa dei soggetti che iniziano un trattamento dialitico ha un’insufficienza renale di origine diabetica; in questa popolazione l’incidenza di eventi cardiovascolari è particolarmente elevata, ragion per cui è di fondamentale importanza il controllo dei fattori di rischio noti (ipertensione, dislipidemia, iperglicemia e fumo su tutti).  Per quanto riguarda il controllo del compenso glicemico a lungo termine, l’accuratezza dell’emoglobina glicata (HbA1c) risulterebbe compromessa nei soggetti affetti da insufficienza renale cronica e da nefropatia terminale, risentendo della riduzione della sopravvivenza degli eritrociti, con la diminuzione conseguente del tempo a disposizione del glucosio per fissarsi all’emoglobina. In tal modo, i valori di HbA1c sottostimerebbero il compenso glicemico reale dei pazienti, con il rischio di indurre medici e pazienti a esserne erroneamente rassicurati.  Uno studio pubblicato su Kidney International dal Dott. BI Freedman e coll. (Winston-Salem, North Carolina; USA) ha confrontato l’attendibilità dell’albumina glicata con quella dell’HbA1c in 307 soggetti diabetici (258 dei quali in emodialisi) e in 49 individui diabetici di controllo non nefropatici, confermando la maggiore accuratezza della prima.  Nei soggetti diabetici nefropatici i livelli di glicemia media e di albumina glicata tendevano a essere significativamente più elevati che nei diabetici non nefropatici, mentre quelli di HbA1c inferiori. Il rapporto albumina glicata/HbA1c era significativamente aumentato nei soggetti in dialisi, rispetto ai controlli.  Gli autori propongono quindi l’impiego della determinazione dei livelli di albumina glicata nei soggetti diabetici in emodialisi, mentre sollecitano ulteriori indagini sull’accuratezza di tale parametro per gradi meno severi di compromissione della funzionalità renale.  Occorre inoltre verificare se la percentuale di albumina glicata rappresenti un fattore predittivo accurato per la morbilità e la mortalità dei soggetti diabetici.

Da www. Aemmedi.it, luglio 2008

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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