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È stato da
poco pubblicato il rapporto di un Comitato di Esperti nominati
dall’American Diabetes Association (ADA), dalla European Association for
the Study of Diabetes (EASD) e dall’International Diabetes Federation (IDF)
per rivalutare gli attuali criteri diagnostici per il diabete. Tale
comitato, che includeva anche due italiani, ha ritenuto opportuno
suggerire che per la diagnosi di diabete sia più affidabile usare
l’HbA1c della glicemia
. Ciò a
condizione che il dosaggio di tale parametro sia eseguito con un metodo
allineato con lo standard DCCT/UKPDS e che non sussistano condizioni che
rendano problematica l’interpretazione del valore di HbA1c misurato .
Tali condizioni includono il diabete tipo 1 in rapida evoluzione, la
gravidanza, emoglobinopatie, malaria, anemia cronica, anemia emolitica,
recente emorragia, recente trasfusione, splenectomia, uremia, marcata
iperbilirubinemia, marcata ipertrigliceridemia, marcata leucocitosi,
alcolismo.
L’HbA1c sembra
essere un parametro più affidabile e raccomandabile rispetto alla
glicemia per i seguenti motivi
a) ha una
migliore standardizzazione del dosaggio (se allineato con DCCT/UKPDS);
b) è
espressione della glicemia media di un lungo periodo e non di un singolo
momento;
c) ha una
minore variabilità biologica;
d) ha una
minore instabilità pre-analitica;
e) non ha
nessuna necessità di un prelievo dopo 8 ore di digiuno o di un prelievo
dopo glucosio orale;
f) non soffre
di alcuna influenza da parte di perturbazioni acute (es. stress
da prelievo);
g) è lo
stesso parametro usato per il monitoraggi clinico del diabete.
Il rapporto
enfatizza il concetto che il dosaggio della glicemia è molto meno
accurato e preciso di quanto molti ritengano e che più del 12% dei
soggetti in cui viene misurata la glicemia potrebbero essere
classificati in maniera erronea
, anche per instabilità
pre-analitica
Utilizzando dati
epidemiologici provenienti da 28.000 soggetti in cui è stata valutata la
relazione tra HbA1c e prevalenza di retinopatia (inclusi i dati dei tre
studi utilizzati nel 1999 per definire l’abbassamento della soglia
diagnostica della glicemia da 140 a 126 mg/dl), il Comitato di Esperti
ADA/EASD/IDF ha identificato il valore di HbA1c
≥
6,5% come diagnostico di
diabete. Al di sotto di tale livello la retinopatia diabetica,
utilizzata come marcatore della presenza di malattia, è virtualmente
assente e non vi sarebbe quindi diabete
. La diagnosi richiede
una conferma con un secondo dosaggio di HbA1c.
Il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF
ha anche indicato valori di HbA1c non diagnostici di diabete ma
meritevoli di attenzione. In particolare, pur convenendo che esiste un
continuum senza una vera soglia nella relazione fra valore di
glicemia/HbA1c e rischio di diabete, è stato suggerito che i soggetti
con HbA1c compresa fra 6,00 e 6,49% (dosaggio allineato con DCCT/UKPDS)
hanno un elevato rischio di diabete e, quindi, meritano una particolare
attenzione e un intervento per ridurre tale rischio . Nella definizione
di
quest’ultimo, soprattutto
nei soggetti con HbA1c < 6,0%, vanno considerati ulteriori fattori di
rischio quali la presenza di obesità (soprattutto centrale),
dislipidemia, ipertensione, di tutti quei fattori, cioè, che fanno
partem del quadro della sindrome metabolica . In presenza di valori di
HbA1c < 6,5% non è richiesta una seconda determinazione per individuare
i soggetti ad alto rischio di diabete. Da notare che alcuni studi hanno
mostrato un continuum anche nella relazione fra HbA1c e malattia
cardiovascolare .
Il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF
ha convenuto che laddove manchi la disponibilità di un dosaggio di
HbA1c allineato con lo
standard DCCT/UKPDS o nei casi in cui il dosaggio di HbA1c non sia
affidabile per la presenza di condizioni cliniche particolari (vedi
sopra), la diagnosi di diabete debba continuare ad essere posta con
l’approccio tradizionale, basato sulla glicemia a digiuno e dopo OGTT.
Tuttavia, è stato espresso l’auspicio che, soprattutto nei paesi
industrializzati dove la standardizzazione del dosaggio di HbA1c è già
una realtà o può essere
realizzato senza grossi problemi, ci sia un rapido passaggio dalla
diagnosi di diabete basata sulla glicemia alla diagnosi basata sulla
HbA1c (1).
Da AMD – S I
D - - S t a n d a r d i t a l i a n i p e r l a c u r a d e l
d i a b e t e me l l i t o
Estratto a
cura di Andrea Tatavitto ,diabetologo
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