diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

È stato da poco pubblicato il rapporto di un Comitato di Esperti nominati dall’American Diabetes Association (ADA), dalla European Association for the Study of Diabetes (EASD) e dall’International Diabetes Federation (IDF) per rivalutare gli attuali criteri diagnostici per il diabete. Tale comitato, che includeva anche due italiani, ha ritenuto opportuno suggerire che per la diagnosi di diabete sia più affidabile usare l’HbA1c della glicemia

. Ciò a condizione che il dosaggio di tale parametro sia eseguito con un metodo allineato con lo standard DCCT/UKPDS e che non sussistano condizioni che rendano problematica l’interpretazione del valore di HbA1c misurato . Tali condizioni includono il diabete tipo 1 in rapida evoluzione, la gravidanza, emoglobinopatie, malaria, anemia cronica, anemia emolitica, recente emorragia, recente trasfusione, splenectomia, uremia, marcata iperbilirubinemia, marcata ipertrigliceridemia, marcata leucocitosi, alcolismo.

L’HbA1c sembra essere un parametro più affidabile e raccomandabile rispetto alla glicemia per i seguenti motivi

 a) ha una migliore standardizzazione del dosaggio (se allineato con DCCT/UKPDS);

b) è espressione della glicemia media di un lungo periodo e non di un singolo momento;

 c) ha una minore variabilità biologica;

d) ha una minore instabilità pre-analitica;

 e) non ha nessuna necessità di un prelievo dopo 8 ore di digiuno o di un prelievo dopo glucosio orale;

 f) non soffre di alcuna influenza da parte di perturbazioni acute (es. stress

da prelievo);

 g) è lo stesso parametro usato per il monitoraggi clinico del diabete.

 Il rapporto enfatizza il concetto che il dosaggio della glicemia è molto meno accurato e preciso di quanto molti ritengano  e che più del 12% dei soggetti in cui viene misurata la glicemia potrebbero essere classificati in maniera erronea , anche per instabilità pre-analitica

Utilizzando dati epidemiologici provenienti da 28.000 soggetti in cui è stata valutata la relazione tra HbA1c e prevalenza di retinopatia (inclusi i dati dei tre studi utilizzati nel 1999 per definire l’abbassamento della soglia diagnostica della glicemia da 140 a 126 mg/dl), il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF ha identificato il valore di HbA1c 6,5% come diagnostico di diabete. Al di sotto di tale livello la retinopatia diabetica, utilizzata come marcatore della presenza di malattia, è virtualmente assente e non vi sarebbe quindi diabete

. La diagnosi richiede una conferma con un secondo dosaggio di HbA1c.

 

Il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF ha anche indicato valori di HbA1c non diagnostici di diabete ma meritevoli di attenzione. In particolare, pur convenendo che esiste un continuum senza una vera soglia nella relazione fra valore di glicemia/HbA1c e rischio di diabete, è stato suggerito che i soggetti con HbA1c compresa fra 6,00 e 6,49% (dosaggio allineato con DCCT/UKPDS) hanno un elevato rischio di diabete e, quindi, meritano una particolare attenzione e un intervento per ridurre tale rischio . Nella definizione di

quest’ultimo, soprattutto nei soggetti con HbA1c < 6,0%, vanno considerati ulteriori fattori di rischio quali la presenza di obesità (soprattutto centrale), dislipidemia, ipertensione, di tutti quei fattori, cioè, che fanno partem del quadro della sindrome metabolica . In presenza di valori di HbA1c < 6,5% non è richiesta una seconda determinazione per individuare i soggetti ad alto rischio di diabete. Da notare che alcuni studi hanno mostrato un continuum anche nella relazione fra HbA1c e malattia cardiovascolare .

Il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF ha convenuto che laddove manchi la disponibilità di un dosaggio di

HbA1c allineato con lo standard DCCT/UKPDS o nei casi in cui il dosaggio di HbA1c non sia affidabile per la presenza di condizioni cliniche particolari (vedi sopra), la diagnosi di diabete debba continuare ad essere posta con l’approccio tradizionale, basato sulla glicemia a digiuno e dopo OGTT. Tuttavia, è stato espresso l’auspicio che, soprattutto nei paesi industrializzati dove la standardizzazione del dosaggio di HbA1c è già

una realtà o può essere realizzato senza grossi problemi, ci sia un rapido passaggio dalla diagnosi di diabete basata sulla glicemia alla diagnosi basata sulla HbA1c (1).

 

 

Da AMD – S I D - - S t a n d a r d i t a l i a n i  p e r  l a c u r a  d e l  d i a b e t e  me l l i t o  

Estratto a cura di Andrea Tatavitto ,diabetologo

 

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.