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CHIRURGIA BARIATRICA & DIABETE MELLITO TIPO 2
RACCOMANDAZIONI
Il ricorso
alla chirurgia bariatrica può essere preso in considerazione per
pazienti adulti (età 18 - 65 anni) con
BMI ≥ 35 e
diabete tipo 2, in particolare se il controllo glicemico risulta
insoddisfacente nonostante
un’appropriata terapia medica.
Sebbene
piccoli trial abbiano dimostrato un miglioramento del controllo
glicemico dopo chirurgia bariatrica nei pazienti con diabete tipo 2 con
BMI < 35, allo stato attuale non vi sono evidenze sufficientemente
solide
da
raccomandare tali interventi nei pazienti diabetici con BMI < 35. I dati
attuali non consentono di fornire specifiche indicazioni riguardo ai
diversi tipi di intervento chirurgico.
La scelta
del tipo di intervento deve essere guidata dalla valutazione di:
• età, grado
di obesità, grado di scompenso glicemico del paziente, presenza di altre
comorbilità
• rischio
anestesiologico
• profilo
psicologico del paziente
• esperienza
del chirurgo e del centro che seguirà il paziente
• preferenza
del paziente.
Gli
interventi di chirurgia bariatrica rappresentano un valido trattamento
dell’obesità grave (BMI ≥ 40 kg/m2 oppure ≥ 35 in presenza di
comorbilità) in quanto consentono di mantenere una stabile perdita di
peso enriducono le comorbilità e la mortalità a lungo termine (1). Una
serie di dati clinici e sperimentali mostrano che la chirurgia
bariatrica determina un calo ponderale che si mantiene nel tempo,
sufficiente a produrre un sostanziale miglioramento o la risoluzione del
diabete tipo 2 .
Il
miglioramento o la normalizzazione dei livelli glicemici dipende dalla
tecnica chirurgica utilizzata: è probabilmente minore, almeno nel breve
periodo, dopo bendaggio gastrico rispetto a quanto può essere ottenuto
con le procedure malassorbitive, anche se è sostanzialmente più elevato
rispetto al trattamento medico tradizionale . Dai dati attualmente
disponibili in letteratura è comunque difficile stabilire se si tratti
di risoluzione, remissione o addirittura cura della malattia ed,
inoltre, sebbene diversi studi indichino un
significativo miglioramento o la remissione del diabete tipo 2, un
diretto confronto tra i vari studi non è sempre possibile a causa della
notevole eterogeneità delle casistiche soprattutto in termini di gravità
della malattia.
I meccanismi
responsabili della remissione/miglioramento del diabete sono oggetto di
un’intensa attività di ricerca. Le procedure bariatriche si associano ad
un notevole miglioramento sia della sensibilità insulinica sia della
secrezione insulinica . Il calo ponderale gioca un ruolo fondamentale
nel miglioramento della sensibilità insulinica, a cui contribuisce anche
la restrizione calorica soprattutto nel breve termine, quando la perdita
di peso conseguente all’intervento è ancora modesta. Particolarmente
interessante è l’osservazione
che il
miglioramento/risoluzione del diabete si verifica rapidamente (nei primi
giorni successivi alla chirurgia bariatrica) ancor prima che si realizzi
un significativo calo ponderale suggerendo l’intervento di meccanismi
indipendenti dal calo ponderale. L’ipotesi più accreditata è che gli
intervento bariatricin (bypass gastrico o diversione bilio-pancreatica)
attraverso modifiche dell’anatomia dell’intestino e conseguente
accelerazione del transito intestinale possano influenzare o la
secrezione degli ormoni gastrointestinali (es. GLP-1 e GIP) con il
risultato di aumentare il tono incretinico .
I dati di
letteratura riportano che, in centri specializzati in chirurgia
bariatrica, la mortalità postoperatoria a trenta giorni direttamente
correlata all’intervento si è ridotta negli ultimi anni a valori dello
0,28%, sovrapponibile al dato di mortalità dopo intervento di
colecistectomia. Le complicanze a lungo termine includono il deficit di
vitamine e minerali, l’osteoporosi e raramente gravi ipoglicemie.
Dalle
prime linee-guida NIH del 1991 alle ultime delle principali società
scientifiche americane ed europee, l’indicazione alla chirurgia
bariatrica è prevista per gli adulti con diabete tipo 2, specie se
difficilmente controllabile, che abbiano un BMI ≥ 35 kg/m2.
Sulla base
dei dati clinici attualmente disponibili, la chirurgia bariatrica non è
raccomandata in adolescenti ed anziani se non in circostanze
eccezionali. Il range di età entro il quale poter prendere in
considerazione un intervento di chirurgia bariatrica è tra i 18 e i 65
anni.
Per quanto
riguarda la durata del diabete i primi studi sottolineavano che pazienti
con più lunga durata di malattia hanno minore probabilità di recuperare
la tolleranza al glucosio rispetto a pazienti con minore durata e
gravità di malattia. La conclusione di recenti metanalisi effettuate su
una casistica di diabetici con ampia variabilità di durata e gravità di
malattia, sottolinea la necessità di ulteriori studi che definiscano
meglio la relazione tra età, sesso, etnia, durata, gravità della
malattia e “remissione del diabete” .
Il
follow-up a lungo termine
nel paziente sottoposto a chirurgia bariatrica deve essere effettuato da
un team multidisciplinare ed è indispensabile per monitorare il
decremento ponderale, verificare l’evoluzione/remissione del diabete e
di altre patologie coesistenti, monitorare le eventuali complicanze
chirurgiche e metaboliche, correggere i deficit nutrizionali e fornire
un supporto e una guida nel perseguire le modifiche dello stile di vita.
Le
complicanze metaboliche a lungo termine, che includono il deficit di
vitamine e minerali, l’osteoporosi e, anche se raramente, gravi
ipoglicemie, si verificano maggiormente con gli interventi
malassorbitivi (bypass gastrico, DBP) rispetto a quelli puramente
restrittivi (bendaggio gastrico) . Il paziente deve essere sottoposto a
controlli trimestrali nel primo anno dopo l’intervento e successivamente
almeno 1 volta l’anno per tutta la vita.
Da Standard italiani per la cura del diabete
mellito 2009
Estratto a cura di Andrea Tatavitto, diabetologo
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