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INVALIDITÀ CIVILE

Da Standard Italiani per la cura del diabete mellito , 2007

Il diabete mellito è tra le patologie considerate invalidanti. In tal senso è possibile accedere a tutte le agevolazioni, rapportate al grado di invalidità, previste dalle leggi attuali (1). Le associazioni di pazienti e operatori sanitari, però, da anni lottano contro una visione del diabete come malattia invalidante (si vedano, ad esempio, le ultime conquiste sulla patente di guida). Le ragioni che possono condurre alla presentazione della domanda di invalidità civile e il successivo riconoscimento per il soggetto diabetico sono: diritto all’inserimento nelle liste per la collocazione obbligatoria; elevazione nei limiti di età nei concorsi pubblici; diritto a ottenere mansioni compatibili con l’infermità invalidante; maggiori garanzie per la conservazione del posto di lavoro; eventuale diritto ad alcune forme di sovvenzionamento. La domanda di invalidità civile viene valutata da una commissione medica composta da uno specialista in medicina legale, che assume le funzioni di presidente, e da due medici di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro (legge 15/10/1990, n. 295) (2). Il decreto ministeriale del 5/2/92 (3) distingue 4 classi, dalla I alla IV, che tengono in considerazione: tipo di diabete; controllo glicometabolico; presenza/assenza di complicanze, e il grado di compromissione. Vengono quindi individuate diverse percentuali di invalidità, in base alla classe a cui appartiene il soggetto. Le persone affette da: diabete mellito tipo 2 con buon controllo metabolico (Classe I), o diabete mellito tipo 1 con buon controllo metabolico, o diabete mellito tipo 1 e 2 con iniziali manifestazioni micro- e macroangiopatiche rilevabili solo con esami strumentali (Classe II) non sono da considerarsi invalide poiché non raggiungono la percentuale minima di invalidità, a differenza delle fasce di seguito riportate. Purtroppo l’interpretazione di tali norme, essendo la definizione piuttosto generica, è lasciata al buon senso delle commissioni medico-legali, generando disparità di trattamento tra una commissione e l’altra. La commissione medica deve fissare la visita di accertamento entro tre mesi dalla presentazione della domanda; qualora questi tempi non siano rispettati, l’interessato può presentare una diffida all’Assessorato regionale competente che provvede a fissare la visita entro il termine massimo di 270 giorni dalla data di presentazione della domanda; se questo non accade (silenzio rigetto) si può ricorrere al giudice ordinario. Chi ha ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile può presentare richiesta di aggravamento. La domanda si presenta dopo aver compilato un modulo disponibile presso la propria Azienda ASL. A questo va allegato un certificato medico che precisi in modo puntuale e circostanziato che la disabilità è aggravata oppure che si sono presentate nuove menomazioni.

 

FASCIA

 

% INVALIDITÀ

minima

% INVALIDITÀ

massima

Diabete mellito tipo 1 o 2 con complicanze micro- e macroangiopatiche

con manifestazioni cliniche di medio grado (Classe III)

 

41

 

50

 

Diabete mellito insulino-trattato con mediocre controllo metabolico

e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante terapia

(Classe III)

Diabete mellito

 

51

60

Diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia

proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva

(Classe IV)

 

91

100

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
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