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LA CURA
DEL DIABETE NELLE PERSONE ANZIANE
Da Standard Italiani per la
cura del diabete mellito , 2007
R A C C O M A N DA Z I O N I
Il compenso glicemico e il
trattamento ipoglicemizzante
Nei diabetici anziani gli
obiettivi glicemici dovrebbero essere individualizzati. Se le condizioni
generali sono relativamente buone, il valore di HbA1c potrà essere
compreso tra 6,5% e 7,5
Negli anziani fragili (con
complicanze, affetti da demenza, con pluripatologie, nei quali il
rischio di ipoglicemia è alto e nei quali i rischi di un controllo
glicemico intensivo superino i benefici attesi) è appropriato un
obiettivo meno restrittivo, con valori di HbA1c compresi tra 7,5% e 8,5.
Nei diabetici anziani lo schema
di automonitoraggio dovrebbe essere commisurato al grado di
autosufficienza e quindi alle singole capacità funzionali, affettive e
cognitive. Lo schema deve essere basato sugli obiettivi glicemici e di
HbA1c programmati, sulle reali possibilità di modificare la terapia e
sul rischio di ipoglicemia.
Se in un soggetto anziano è
indicata una terapia con antidiabetici orali, non è opportuno l’utilizzo
di clorpropamide e glibenclamide.)
In diabetici anziani con valori
di creatininemia _1,5
mg/dl (_1,4
mg/dl nel sesso femminile), o livelli di clearance della creatinina
indicativi di ridotta funzionalità renale, non è opportuno l’uso di
metformina,dato il maggior rischio di acidosi lattica.
In diabetici anziani trattati
con metformina il controllo della creatininemia dovrebbe essere
effettuato almeno una volta all’anno e in occasione di ogni incremento
posologico. In soggetti di età
_80
anni o con ridotta massa muscolare è preferibile la misurazione della
clearance della creatinina.
Il rischio cardiovascolare e il
trattamento farmacologico
Alla prima visita, in tutti i
pazienti anziani con diabete deve essere eseguita una valutazione del
rischio cardiovascolare. Nei diabetici anziani con dislipidemia è
necessario correggere le anomalie del quadro lipidico, compatibilmente
con una valutazione complessiva dello stato di salute del paziente.)
Se un diabetico anziano
presenta valori di colesterolo LDL
_130
mg/dl, è necessaria la terapia farmacologica in aggiunta alle
modificazioni dello stile di vita. Il quadro lipidico deve poi essere
ricontrollato almeno annualmente.
Nei diabetici anziani che
necessitano di terapia farmacologica antiipertensiva, l’obiettivo del
trattamento deve prevedere il raggiungimento di valori pressori <140/80,
se ben tollerati. Un ulteriore abbassamento dei valori pressori
(<130/80) può comportare un beneficio aggiuntivo.
Dato che i soggetti in età
avanzata possono manifestare una scarsa tolleranza alla riduzione dei
valori pressori (in particolare in caso di pregressi episodi sincopali,
cadute a terra e ipotensione ortostatica) il trattamento antiipertensivo
dovrebbe essere instaurato e titolato gradualmente.
In diabetici anziani in terapia
con ACE-inibitori o con sartani dovrebbero essere effettuati controlli
della funzionalità renale e della potassiemia entro 1-2 settimane
dall’inizio della terapia, a ogni incremento posologico e, comunque,
almeno annualmente.
In diabetici anziani in terapia
con tiazidici o diuretici dell’ansa dovrebbero essere effettuati
controlli disodiemia e potassiemia entro 1-2 settimane dall’inizio della
terapia, a ogni incremento posologico e, comunque, almeno annualmente.
La valutazione funzionale
Il paziente anziano con diabete
tipo 2 dovrebbe avere una valutazione multidimensionale geriatrica e una
valutazione delle sindromi geriatriche. La valutazione deve includere la
misura delle funzioni globale/fisica, cognitiva e affettiva. La
valutazione funzionale deve essere completata da un accertamento delle
comorbilità e dello stato nutrizionale. Il diabetico anziano dovrebbe
essere valutato periodicamente riguardo alla possibilità di eseguire
attività fisica e informato sui benefici che ne possono derivare e le
risorse disponibili per incrementare il livello di attività praticata.
Nei diabetici anziani dovrebbero essere valutati periodicamente
l’apporto alimentare, lo stato nutrizionale e l’idratazione, fornendo
indicazioni per una terapia nutrizionale adeguata allo stato
socio-economico e culturale, consigli sul contenuto della dieta e sui
potenziali benefici derivanti da una riduzione del peso corporeo. Dovrà
sempre essere valutato anche il rischio di una malnutrizione calorico
proteica, condizione assai frequente nella persona anziana. Il diabetico
anziano presenta un rischio aumentato di depressione maggiore, per cui
particolare attenzione deve essere posta alla ricerca di sintomi
suggestivi di tale diagnosi, sia nel corso della valutazione iniziale,
sia in occasione di peggioramenti dello stato clinico non altrimenti
giustificabili. Il diabetico anziano dovrebbe essere invitato a tenere
una registrazione aggiornata dei farmaci assunti, da presentare al
medico curante. Il medico curante di un diabetico anziano dovrebbe
prendere in considerazione la possibile presenza di un decadimento
cognitivo, sia nel corso della valutazione iniziale, sia in presenza di
un declino non altrimenti giustificabile dello stato clinico che si
manifesti, ad esempio, con un’aumentata difficoltà nella cura di sé. Lo
screening annuale del diabetico anziano dovrebbe prevedere la ricerca di
sintomi di incontinenza. Il diabetico anziano dovrebbe essere
interrogato su eventuali episodi di cadute a terra. In tal caso, ne
andranno indagate le cause (per es. farmaci, fattori ambientali, ecc.).
Durante la valutazione iniziale, il diabetico anziano dovrebbe essere
interrogato sulla eventuale presenza di dolore cronico. Ogni Residenza
Sanitaria Assistenziale che ospiti pazienti diabetici dovrebbe avere un
piano o un protocollo concordato di assistenza diabetologica, sottoposto
a regolari revisioni. |