|
Complicanze: perché non si sviluppano in tutti?
Il 50-year Medalist
study è stato condotto negli Stati Uniti su 400 persone seguite dal
Joslin diabetes center con alle spalle almeno 50 anni di diabete
insulinodipendente. Considerando che almeno metà di questo periodo il
loro diabete era stato seguito con sistemi relativamente imprecisi e con
controlli della glicemia sporadici è interessante notare in che misura
queste persone sono state affette da complicanze. L'analisi, pubblicata
da Diabetes Care ha messo in luce soprattutto la presenza di una
predisposizione individuale a non sviluppare gravi complicanze. I
risultati sono sorprendenti. Circa la metà dei soggetti che hanno
risposto (46,8%) non ha riferito alcuna complicanza microvascolare. In
particolare, solamente il 50% circa della popolazione con una durata di
malattia di 50-60 anni ha riferito la presenza di qualche grado di
retinopatia; tale percentuale scendeva al 44 e al 27% in caso di una
durata di malattia rispettivamente di 60-69 anni e >70 anni. Sicuramente
la qualità del controllo glicemico e l'esercizio fisico hanno giocato un
ruolo, ma molti dei fortunati che hanno festeggiato le nozze d'oro con
l'insulinodipendenza hanno anche i geni dalla loro parte, come dimostra
la relazione fra l''immunità da complicanze' e la longevità dei genitori
non diabetici. Dato che porta a sottolineare l’importanza della
predisposizione genetica, nell’evoluzione della malattia.
Fonte: Fonte Diabetes Care 2007;30(8):1995-1997
Da
www.modusonline.it
, febbraio 2008 |