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Sugli astronauti metodi non invasivi per il monitoraggio glicemico
Il prof.Luigi Rovati, docente del
Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione all' Universita' di Modena
e Reggio Emilia sta conducendo innovative ricerche volte alla
realizzazione di un sensore ottico per la misurazione del livello
glicemico.. Il progetto si propone di definire la geometria di un
sensore ottico innovativo che consenta di eseguire la misurazione in
modo non invasivo. La concentrazione di glucosio nell'umore acqueo e'
strettamente correlata al livello di glucosio nel sangue; e' quindi
pensabile di sfruttare l'occhio, ed in particolare la camera anteriore,
come una provetta contenente il campione di interesse. La tecnica di
misura proposta sfrutta la caratteristica del glucosio di indurre una
rotazione del piano di polarizzazione della luce. L'attivita', che ha
avuto inizio nel 2001, e' svolta dall' Optolab dell'Ateneo emiliano in
collaborazione con il Glenn Research Center (Nasa) di Cleveland e con la
School of Health Information Sciences, Health Science Center di Houston,
University of Texas. La Nasa ha promosso ricerche sul diabete partendo
da alcuni studi che dimostrano come gli astronauti sono soggetti a
rischio di diabete. Sembra che in funzione del tempo di permanenza nello
spazio, l'insorgenza di tale malattia negli astronauti sia 30 volte piu'
probabile. Quindi, in previsione di viaggi spaziali di lunga durata la
Nasa e' interessata in primo luogo a sviluppare metodi non invasivi per
il monitoraggio del livello glicemico'. Per informazioni: www.unimo.it
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sanita’news.it |