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Supplementazione di selenio deludente nella prevenzione del diabete

9 novembre 2007 (Congresso Medico) – Alcune segnalazioni, provenienti soprattutto dalla ricerca sperimentale, hanno ipotizzato che la supplementazione di selenio (noto elemento antiossidante) possa risultare vantaggiosa nella prevenzione del diabete di tipo 2, e in quella delle sue complicanze. Anche grazie a tali riscontri, molti integratori vitaminici di largo consumo includono questo elemento.

Uno studio randomizzato e controllato in doppio cieco, pubblicato di recente sugli Annals of Internal Medicine (1), smorza i possibili entusiasmi. Gli autori hanno effettuato un’analisi secondaria di uno studio d’intervento (NPC, Nutritional Prevention of Cancer) condotto presso una popolazione a bassa introduzione dell’oligoelemento, negli Stati Uniti orientali. Il trial aveva arruolato 1202 soggetti, non affetti da diabete, per valutare se la supplementazione a lungo termine con 200 mcg/die di selenio per os modificasse l’evoluzione dei carcinomi cutanei, rispetto al placebo.

Gli autori, tra i quali il Prof. A. Ceriello (Coventry, UK), hanno utilizzato i dati dell’indagine per valutare l’incidenza di diabete nei due gruppi, nell’ambito di un follow-up medio di 7,7 anni (DS 2,7). I risultati sono deludenti, in quanto mostrano un’incidenza più elevata di diabete nel gruppo trattato, rispetto a quello di controllo (12,6 casi per 1000 anni-persona vs.8,4; HR 1,55 [IC 95% da 1,03 a 2,33]). Il risultato permane dopo stratificazione in base a età, sesso, BMI e consuetudine al fumo. Il dato, inaspettatamente, indicherebbe un maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2 collegato alla supplementazione dell’oligoelemento, o comunque a più elevati livelli ematici basali di selenio. Occorre peraltro considerare che il diabete era un outcome secondario dello studio, e che la presenza o meno della condizione diabetica si è spesso basata su quanto riferito dai pazienti (e non sulla determinazione della glicemia); inoltre, la popolazione era prevalentemente composta da soggetti bianchi di età avanzata.

Pur con tali limiti, l’integrazione di selenio non si conferma vantaggiosa nella prevenzione del diabete, potendo addirittura associarsi a un maggior rischio di sviluppare la malattia. In tal senso, come affermano i Dott. J. Bleys e coll. (Baltimora; Maryland, USA), nell’editoriale di accompagnamento all’articolo (2), è persino discutibile continuare a considerarlo un integratore innocuo.

1) Ann Int Med 2007; 147(4): 217-223

PubMed  - da www.aemmedi.it

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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