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Prime metanalisi sugli
incretino-mimetici
16 novembre 2007 (Congresso Medico) –
La farmacoterapia del diabete mellito si è arricchita, negli ultimi
anni, di nuove armi. In particolare, sono state introdotte sul mercato
internazionale molecole agenti sulle incretine (analoghi del GLP-1 [glucagonlike
peptide 1]) o sul loro metabolismo (inibitori della DPP4 [dipeptidyl
peptidase 4]); iniziano quindi a comparire in letteratura i primi studi
secondari relativi alla loro efficacia.
Su JAMA, la Dott.ssa Renee E. Amori
e coll. (Boston, Massachusetts; USA) hanno recentemente pubblicato una
metanalisi sull’efficacia e la sicurezza d’impiego di questi farmaci nel
diabete di tipo 2, negli adulti non in gravidanza. Gli autori hanno
cercato tutti gli studi randomizzati e controllati della durata di
almeno 12 settimane pubblicati in lingua inglese su riviste
“peer-reviewed” (prevalentemente su MEDLINE e sul Cochrane Central
Register of Controlled Trials).
Solamente 29 studi rispondevano ai
criteri d’inclusione, e sono stati valutati da due revisori
indipendenti. Secondo la metanalisi, le incretine riducono i livelli di
emoglobina glicata più del placebo (differenza media pesata: –0,97% [IC
95% da –1,13% a –0,81%] per gli analoghi del GLP-1 e –0,74% [IC 95% da
–0,85% a –0,62%] per gli inibitori del DPP4), e in maniera non inferiore
agli altri ipoglicemizzanti orali. L’effetto sul peso è risultato
vantaggioso per i GLP-1 analoghi (rispettivamente: -1,4kg e –4,8kg vs,
placebo e insulina), e neutro per i DDP4 inibitori. Gli analoghi del
GLP-1 hanno fatto registrare una maggiore incidenza di effetti
collaterali (RR per la nausea: 2,9 [IC 95% da 2,0-4,2]; per il vomito:
3,2 [IC 95% 2,5-4,4]), mentre gli inibitori del DPP4 un rischio
aumentato di infezioni (RR per le nasofaringiti: 1,2 [IC 95% 1,0-1,4];
per le infezioni delle vie urinarie: 1,5 [IC 95% 1,0-2,2]) e di cefalee
(RR 1,4 [IC 95% 1,1-1,7]).
Pochissimi studi (solo 3) potevano
riferire un follow-up superiore a 30 settimane, per cui non sono state
valutate sicurezza ed efficacia a lungo termine; gli autori della
metanalisi raccomandano, quindi, un’attenta sorveglianza di
post-marketing sul lungo termine per queste promettenti alternative
terapeutiche per il diabete di tipo 2
JAMA 2007;298(2):194-206.
PubMed - da www.aemmedi.it |