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L'Italia sola in Europa nella lotta contro il diabete
La malattia colpisce più di 25
milioni di persone ogni anno. Pochi paesi sono pronti ad affrontare
l'emergenza
Tra i tanti cattivi aspetti
rimproverati dalle istituzioni comunitarie sul sistema sanitario
italiano, pare che su una cosa il nostro sistema funzioni davvero bene:
la cura e l'assistenza delle persone malate di diabete. L'Italia è tra i
primi paesi in Europa nello studio, l'analisi e la ricerca delle cure
per questa malattia, ma dato ancora più significativo, siamo il popolo
più sensibile a questo problema.
La casa farmaceutica svedese Novo
Nordisk, una delle aziende farmaceutiche leader nella cura del diabete,
ha presentato ieri il "Barometro per cambiare il diabete", una raccolta
annuale di dati relativi alle dimensioni della pandemia del diabete -
rilevati su scala mondiale - che indica le possibili soluzioni che ne
possono arginare gli effetti.
Il Barometro ha l'obiettivo di
fornire agli operatori sanitari, alle associazioni di pazienti, ai
politici, alle istituzioni e ai media, informazioni preziose su come
migliorare la qualita' delle cure contro il diabete, diminuire le
complicanze ad esso legate, prolungare l'aspettativa di vita media delle
persone che ne soffrono e ridurre i costi sia in termini sanitari sia
umani. "Da troppo tempo combattiamo al buio contro il diabete - ha detto
Lise Kingo, vice-presidente esecutivo di Novo Nordisk -è arrivato il
momento di accendere un faro su questo problema. È necessario agire
globalmente e su tutti i fronti per ottenere un cambiamento concreto".
L'iniziativa, lanciata
dall'Associazione medici diabetologi italiani nel 2004, ha avuto
successo ed è stata presa ad esempio in tutta Europa. "Il nostro lavoro
è stato molto apprezzato dai colleghi e stimato in tutta l'Ue - ha
affermato Giacomo Vespasiani, presidente del centro studi e ricerche
dell'Associazione di San Benedetto del Tronto. Il dato più significativo
è che le persone addette alla raccolta dati in Italia sono tutti
volontari, caso isolato in tutta l'Europa".
Dalla relazione 'Changing Diabetes
Barometer' risulta che, nonostante le stime indichino un aumento
vertiginoso del numero di persone affette da diabete (nel 2025 saranno
380 milioni in tutto il mondo), solo pochi paesi sono pronti ad
affrontare quest'emergenza ed i relativi effetti sulla popolazione. Dei
21 paesi esaminati, infatti, solo sette dispongono di dati effettivi
sugli indicatori terapeutici, quali pressione sanguigna, livelli di
glucosio e lipidi. Solo tre paesi (tra cui l'Italia) su 21 dispongono di
sistemi adeguati per registrare informazioni e fornire ai medici dei
dati attendibili sui quali intervenire. Dieci di essi non hanno ancora
una strategia nazionale contro il diabete per il 2007.
Da LA STAMPA.IT
, 11/11/2007 |