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La
malattia epatica è collegata ad un alto rischio-diabete
Una ricerca condotta in Australia e
presentata nel corso del recente meeting della Australian
Gastroenterology Week ha messo in luce le connessioni tra malattia
epatica causata da sovrappeso o obesità e l’insorgenza di un alto
rischio-diabete e di sindrome metabolica.
Condotto nell’arco di undici anni, lo
studio ha preso in esame i dati raccolti nel corso dell’ampia indagine
Busselton Health Survey, dalla quale è emerso che i soggetti con
steatosi epatica non alcolica (NAFLD) avevano un propensione di
sviluppare forme di diabete ben tre volte più alta rispetto a persone
non colpite da questa patologia epatica.
Lo studio è stato accolto con
particolare interesse nel Nuovissimo Continente perchè dai dati
presentati dal dottor Leon Adams della School of Medicine and
Pharmacology della University of Western Australia è emerso che circa il
20% della popolazione australiana è affetto da forme più o meno gravi di
steatosi epatica non alcolica.
“Lo studio dimostra una chiara
correlazione tra alcune patologie del fegato e il diabete – ha chiarito
Adams – e suggerirebbe che la NAFLD è un passo importante in quel
percorso verso lo sviluppo di forme di diabete”.
Nel biennio 1994/1995 la ricerca ha
preso in considerazione 358 adulti residenti a Busselton: a 109 persone
del campione era stata riscontrata la NAFLD, mentre alle restanti 239
nessuna forma di steatosi epatica. Dopo aver riesaminato l’intero
campione nel 2005, i ricercatori australiani hanno riscontrato che le
persone con forme di steatosi presentavano una maggiore propensione ad
essere colpite da sovrappeso e insulino-resistenza.
“Abbiamo rilevato che questa
combinazione di insulino-resistenza, obesità o peso in eccesso conduce
ad un progressivo aumento della NAFLD e, successivamente, a complicanze
del fegato e del rene” ha concluso Adams.
MFL - 19/11/2007
, da www.paginemediche.it |