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L’adesione alla terapia nel diabete
Che cos’è l’adesione (o l’aderenza) alla terapia?
Sebbene la maggior parte della ricerca si sia concentrata sull’aderenza
alla terapia farmacologica, il concetto di “adesione” comprende anche
comportamenti riguardanti la salute che vanno oltre le prescrizioni
farmaceutiche. L’OMS nel 2011 ha stabilito che la definizione di
adesione (allora si usava più spesso il termine compliance) come “la
misura in cui il paziente segue le istruzioni del medico” era un utile
punto di partenza, ma il termine “istruzioni” implica che il paziente
sia un passivo destinatario di pareri e consigli, mentre l’approccio
alla malattia cronica richiede un’attiva collaborazione nel processo
terapeutico. In particolare, è stato riconosciuto che l’adesione a
qualsiasi regime terapeutico riflette un comportamento legato alle
condotte di salute: cure mediche, assumere farmaci in modo appropriato,
rispettare gli appuntamenti di follow-up, mettere in atto opportune
modifiche comportamentali, curare l’igiene personale, autocontrollarsi
la glicemia, l’abolizione del fumo, programmare una gravidanza, avere
abitudini alimentari scorrette e insufficienti livelli di attività
fisica sono tutti esempi di comportamenti legati alla buona o cattiva
adesione alla terapia.
L’OMS ha inoltre rimarcato che il rapporto tra il paziente e il medico
(o altra figura professionale tipo infermiere, dietista ecc.) deve
essere una partnership che si basa sulla fiducia e sulle abilità di
entrambe le parti. La letteratura ha mostrato che la qualità della
relazione terapeutica è un importante determinante nell’adesione al
trattamento. Una relazione efficace si verifica quando esiste
un’atmosfera positiva in cui vengono esplorate le alternative
terapeutiche, il trattamento è negoziato, la possibilità di adesione è
discussa ed è programmato un follow-up.
Forte enfasi è stata posta sulla necessità di differenziare la parola
adesione da quella di compliance. La principale differenza è che
l’adesione richiede l’accordo del paziente alle raccomandazioni
terapeutiche. Naturalmente l’ambito generale è quello delle malattie
croniche (nel quale il diabete occupa una posizione di rilievo) con le
seguenti caratteristiche: “non guariscono, lasciano invalidità residua,
richiedono una formazione particolare del paziente, richiedono un lungo
periodo di supervisione, osservazione e cura”.
Lo stato
dell’arte dell’adesione alla terapia del diabete
E da
tempo noto che il diabete, e in particolare il diabete di tipo 2 (DMT2),
e una delle condizioni cliniche nelle quali e piu facile registrare un
basso livello di adesione: per esempio, l’accuratezza nell’eseguire la
terapia insulinica oscilla tra il 20 e l’80%, l’adesione alle
raccomandazioni dietetiche e all’incirca del 65% e quella
all’automonitoraggio glicemico e di poco superiore al 50%; ancora piu
bassa (< 30%) e l’aderenza all’esercizio fisico consigliato Anche quando
valutata in maniera retrospettiva su database di prescrizioni,
l’adesione al trattamento con ipoglicemizzanti orali (IO) era compresa
tra il 36 e il 93%, mentre negli studi prospettici condotti con
dispositivi che registravano automaticamente l’assunzione dei farmaci
essa variava dal 67 all’85%; in media circa . della popolazione con DMT2
assumeva correttamente gli IO. Pur non essendovi dati specifici, e assai
verosimile che un’elevata percentuale di soggetti con DMT2 e apparente
fallimento degli IO sia non aderente al trattamento, in particolare alle
modifiche dello stile di vita. Oltre ai dati gia riferiti, ne e evidenza
indiretta anche il riscontro frequente di un grado piu o meno elevato di
sovrappeso/obesita, che probabilmente indica una ridotta adesione alle
prescrizioni alimentari.
Come
promuovere una migliore adesione alla terapia del diabete
Assumere
regolarmente la terapia prescritta sembra facile, cosi come sembrerebbe
semplice aderire a un programma nutrizionale o a un esercizio fisico
programmato. Invece i numeri della non adesione sono sempre elevati e il
costo della non adesione negli Stati Uniti e di 11.000 $ all’anno per
paziente su una stima di 5 anni di periodo. La difficolta’
nell’assunzione regolare di farmaci si registra in qualsiasi ambito,
soprattutto in quello delle malattie cronicheMolte delle reazioni
considerate anomale derivano dalla sfiducia che il farmaco possa essere
efficace, dalla paura di effetti collaterali, dalla paura di dovere
assumere per sempre un farmaco e quindi di dipendere da esso, dalla
mancanza di percezione di gravita della propria condizione e da molti
altri fattori che possono essere esplorati individuando il
locus
of contro.
Naturalmente la motivazione e sempre alla base del successo di una
terapia che prevede modifiche comportamentali e il medico deve essere
consapevole di questi ostacoli senza confidare troppo sulle sue capacita
di persuasione. Quella che viene definita tecnicamente
concordance
nel
contesto della prescrizione di farmaci e un termine che
richiama
alla necessita di condividere la strategia terapeutica attraverso
l’attivazione di meccanismi di
empowerment
del
paziente. Questi meccanismi sono necessari soprattutto quando si parla
di condizioni che quasi sempre non presentano sintomi, perche la terapia
di un sintomo (febbre, dolore ecc.) e naturalmente facilitata dal
bisogno del paziente di sentirsi subito meglio.
Conclusioni
Il
capitolo dell’adesione alla terapia e molto piu importante nelle
malattie croniche perche non e condizionato dai sintomi, cosa che
avviene per il trattamento delle malattie acute fattori piu comuni da
considerare nella ricerca quotidiana sul rapporto che esiste tra
risposta terapeutica e adesione alla terapia sono sintetizzati nella
tabella . In una strategia complessa di organizzazione dell’assistenza
ai pazienti con diabete devono essere prese in considerazione forme
diverse dal tradizionale appuntamento-visita, medico-paziente in favore
di terapie per gruppi di pazienti che hanno dimostrato essere efficaci
non solo nel miglioramento dei parametri clinici, ma anche nell’internalizzazione
del
locus of
control15.
Bisogna imparare a conoscere gli ostacoli cognitivi, emotivi e
comportamentali che il paziente oppone con un sistema di difese (consce
e inconsce) alla terapia2,6,10. Sono necessari metodi di comunicazione
efficaci perche la variabilita socioculturale della popolazione rischia
di rendere ardua la costruzione di un messaggio unico che non tenga
conto delle differenti culture di salute (fatalismo, inerzia,
disattenzione); si puo creare una sorta di paradosso per la
comunicazione e cioe’ chi e piu esposto ai fattori di rischio e in
genere meno interessato alle notizie e agli atti che riguardano la sua
salute. Dai dati di letteratura emerge che l’adesione alla terapia dei
pazienti che vivono con diabete e in generale circa il 67% e questa
percentuale e invariata dagli anni ’70; forse la ricerca farmacologica
ha trascurato l’indagine psico sociologica nella sua applicazione
pratica. Sembra necessario rivedere alcune tecniche terapeutiche e
protocolli motivazionali per il team curante. Il team diabetologico deve
approfondire le tecniche dell’intervista
motivazionale
per
esprimere empatia, esplorare le resistenze, sviluppare le discrepanze e
l’ambivalenza, supportare la ricerca di soluzioni efficaci. Migliorare
gli outcome nel diabete e impossibile senza modifiche comportamentali
orientate a migliori condotte di vita.
Da
G It Diabetol Metab 2011;31:121-124
V. Miselli
Estratto a cura di Paola Maida ,
diabetologa
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