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LA
NOSTRA PELLE AL SOLE

Prepariamola gradualmente ad un’altra estate di afa e caldo record
Secondo le ultime previsioni meteo
l’estate 2007 potrebbe essere tra le più calde e soleggiate degli ultimi
anni. Come è ben noto il sole è un elemento indispensabile alla vita ed
è un prezioso alleato della salute. Nel periodo estivo migliorano molte
patologie dermatologiche (es:acne, psoriasi, dermatite atopica) grazie
all’azione sebo- ed immunoregolatrice dei raggi ultravioletti.
L’esposizione graduale alla luce solare stimola infatti la produzione di
cortisolo (azione antinfiammatoria), di serotonina e dopamina (azione
antistress). Tuttavia un’errata esposizione al sole può divenire nel
tempo la causa di alcune patologie denominate “fotodermatosi”, che vanno
dal semplice eritema solare fino a reazioni via via più importanti come
l’orticaria solare e le reazioni fototossiche e fotoallergiche. Un uso
irragionevole del sole “invecchia” la pelle e aumenta l’incidenza di
alcuni tumori cutanei (basalioma, spinalioma, melanoma). Tra le
patologie che peggiorano al sole ricordiamo la couperose *
(aumento dei capillari visibili al viso), l’herpes e il cloasma (macchie
brune di melanina). L’abbronzatura è un sofisticato sistema di difesa
messo in atto per proteggerci dagli effetti nocivi dei raggi
ultravioletti. La melanina prodotta è infatti un polimero che assorbe e
neutralizza i radicali liberi prodotti in seguito ad un’intensa
esposizione. Ma una produzione efficace di melanina si verifica dopo
circa 24-48 ore dall’esposizione, quando la pelle non è ancora
sufficientemente preparata a ricevere tanto sole. Ci sono individui che
si scottano spesso e si abbronzano poco (soggetti feomelanici). I primi
producono una melanina “chiara” (feomelanina) poco efficace contro le
scottature e pertanto si ustionano facilmente alle prime esposizioni. I
soggetti eumelanici producono invece una melanina “bruna” (eumelanina)
molto più efficace a prevenire le scottature. Gli eumelanici però devono
prestare attenzione al sole e alle lampade abbronzanti durante una
terapia ormonale e dopo un trattamento di bellezza (es: ceretta,
peeling, laser, etc) per la maggiore tendenza a “macchiare” il viso. Da
uno studio condotto in Campania dal 1997 al 2002 e pubblicato sugli
Annali Italiani di dermatologia si evince che la quantità massima di
ultravioletto corto (UV-B) che raggiunge il suolo e quindi la nostra
cute, non ha subito grosse variazioni in questi ultimi anni, nonostante
i cambiamenti bizzarri del clima. L’aumentata “pericolosità” delle
esposizioni estive non va quindi attribuita all’irradianza solare
(rimasta pressoché invariata negli anni), ma ad un cambiamento radicale
nelle nostre abitudini. Il modello televisivo “abbronzato è bello”
aumenta il desiderio della tintarella a tutti i costi. Spesso però si
ha a disposizione un’unica settimana di vacanza , dopo un digiuno solare
di un intero anno trascorso tra casa e ufficio. Fino alla scorsa
generazione, le vacanze estive della famiglia media duravano circa 2
mesi . nella nuova “ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE” le attività commerciali
esercitano 12 mesi all’anno e la vacanza si limita ai famosi “ 7 giorni
all inclusive”. Non essendo ancora la pelle pronta a ricevere un tale
carico di sole, ci si scotta e si attribuisce ingiustamente la causa ad
un sole “malato” piuttosto che ad un cambio generazionale di usi e
costumi . Si raccomanda pertanto anche quest’anno un’esposizione
graduale al sole e l’uso di creme con fattore di protezione adeguato
alla fascia di età, suggerite dal proprio dermatologo.
A cura di
Antonio Del Sorbo dermatologo. Da Salutare n 33 –
www.salutare.info
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BIBLIOGRAFIA: DEL SORBO ANTONIO et al Monitoraggio della quantità di
ultravioletto B solare sull’Italia Meridionale. Annali Italiani di
Dermatologia allergologica, clinica e sperimentale: 56:115-121 (2002).
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