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DALLA SALIVA DI UNA LUCERTOLA IL NUOVO
FARMACO ANTIDIABETE
La notizia.
Arriva da una lucertola degli Stati Uniti una nuova speranza per la cura
del diabete di tipo II. Si tratta del ‘mostro di Gila’, una delle più
grandi lucertole del mondo che, grazie al suo metabolismo lento, è
capace di garantire il proprio fabbisogno di cibo con soli tre pasti
l’anno.
Approfondimento.
La digestione del mostro di Gila è finemente regolata dall’enzima
exendin-4, rilasciato dalle ghiandole salivari. Questa proteina presenta
alcune delle principali caratteristiche di regolazione della
concentrazione del glucosio, tipiche del Glp-1 (Glucagon like peptide
1). Proprio tale somiglianza ha portato due case farmaceutiche a
sintetizzare in laboratorio una nuova molecola: l’exenatide. Si tratta
di una nuova categoria farmacologica, capostipite della famiglia dei
‘mimetici dell’incretina’, che potrebbe offrire un trattamento
alternativo per quei pazienti che non riescono a controllare i propri
livelli glicemici con le tradizionali terapie orali.Exenatide
rappresenta una novità assoluta nel panorama delle terapie per la cura
del diabete di tipo II o dell’adulto":Per la prima volta infatti un
farmaco agisce sul meccanismo fisiopatologico della malattia,
ripristinando l’azione delle cellule beta e soprattutto la secrezione
precoce di insulina. La molecola infatti rimane inattiva fino al momento
in cui la glicemia rientra nella norma e inizia la sua azione solo
quando i livelli glicemici aumentano. Questa sua azione mirata permette
così di ridurre anche i cosiddetti ‘picchi glicemici’ post-prandiali,
una caratteristica che non hanno i tradizionali ipoglicemizzanti
orali”..
Gli studi hanno dimostrato che
exenatide abbassa significativamente i livelli medi di glicemia,
misurati con il test dell’HbA1C (emoglobina glicosilata), determinando
anche riduzioni del peso corporeo tra 2,9 e 4,5 kg. L’azione della nuova
molecola (somministrata per via sottocutanea) è stata valutata in tre
combinazione: in associazione con metformina, con sulfonilurea e con
entrambe. Inoltre si è visto che essa ripristina il funzionamento delle
cellule beta del pancreas. “Il diabete di tipo II è dovuto alla
progressiva e inevitabile disfunzione delle cellule del pangreas
produttrici di insulina, cioè del tipo ‘beta’. L’insufficienza è
progressiva nonostante le diete, l’esercizio fisico e le terapie
normalmente disponibili ; Questo ripristino nel rilascio dell’insulina
rappresenta potenzialmente uno sviluppo importante nel trattamento del
diabete di tipo II”.
Il farmaco
e’ stato approvato sia dall’Enea sia dalla Fda ed e’ in arrivo in Italia
entro l’inizio del prossimo anno.
La
somministrazione avverra’ sempre sottocute ma e’ in corso uno studio
per mettere a punto una formulazione a rilascio continuativo che quindi
dara’ la possibilita’ di effettuare una sola puntura ogni 21 giorni
invece delle due tradizionali al giorno. Questa formulazione sara’
disponibile , pero’,non prime di due anni

dott.ssa Tina
Verrusio,
diabetologa |