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Il piede diabetico: cos'è?

I piedi costituiscono gli “
ammortizzatori” del corpo e ogni giorno sono chiamati a sostenere un peso
considerevole; ricoprono un ruolo di fondamentale importanza. Non si
capisce, pertanto, perché sono stati sempre vissuti con sufficienza e
talvolta con disprezzo.
Al contrario il piede
rappresenta la “base del benessere”, in quanto è costituito da 26 ossa
pronte a scattare come su una rampa di lancio.
Quindi è come una macchina
poderosa, paragonabile a un “cingolo”, in grado di superare qualsiasi
dislivello.
Ci sembra doveroso riparare
all’ingiustizia, dal momento che il piede rappresenta una parte essenziale
per la vita dell’uomo, non foss’altro perché è come una centralina che sa
trasmettere informazioni tra noi e l’ambiente.
Non dimentichiamo, inoltre, che
è con l’aiuto dei piedi che possiamo mantenere il corpo in posizione eretta,
camminare, correre, ballare.
Se è vero, come è vero, che “un
diabetico intelligente è il miglior medico di se stesso”, tra le incombenze
quotidiane non può trascurare l’igiene e la cura dei piedi perché sarebbe un
grave errore dimenticarli e concentrarsi unicamente sulla terapia
farmacologia e dietetica.
I piedi, infatti, possono andare
incontro a diversi tipi di lesioni, tra le quali indichiamo le due più
importanti.
1
manifestazioni conseguenti ad
una alterata circolazione sanguigna degli arti inferiori.
2
modificazioni della sensibilità
di natura nervosa.
Sono cointeressati a questo
problema tutti i diabetici, che vengano trattati sia con insulina sia con
gli ipoglicemizzanti orali, perché la minaccia delle complicanze a carico
delle gambe e dei piedi è sempre in agguato. È però dimostrato che
un’adeguata prevenzione permette talvolta di procrastinare, ma ancor più
spesso di evitare, eventuali lesioni.
COSA FARE QUANDO I PIEDI PERDONO
LA SENSIBILTA’
Osservare con cura i piedi più
volte al giorno, sotto la piante e tra le dita, alla ricerca di lesioni non
avvertite rappresenta la migliore profilassi.
Il mal di piedi fa bene.
Molti avrebbero forse qualche obiezione di fronte a questa frase.
Eppure normalmente è così: il dolore è uno dei grandi meccanismi di difesa
del nostro organismo.
È il dolore, per esempio, che ci
fa muovere le dita all’interno di una scarpa troppo stretta riattivando la
circolazione.
I segnali dolorosi viaggiano
verso il cervello lungo le fibre nervose sotto forma di impulsi elettrici:
in un nervo, ogni fibra è isolata da quelle che le stanno accanto come i fili
elettrici all’interno di un cavo. Una delle complicazioni più insidiose del
diabete male controllato è la neuropatia, che provoca un’alterazione
delle fibre nervose, impedendo il normale passaggio degli impulsi.
La forma sensitiva interessa di
solito i piedi, che diventano insensibili come pezzi di legno. È una
situazione di grave pericolo, perché espone a rischio di traumi d’ogni
genere la cui evoluzione può essere in alcuni casi lenta e penosa. Una cura
specifica non esiste, ma il disturbo può scomparire dopo un periodo di
perfetto equilibrio del diabete. Finchè ciò non accade è di vitale
importanza avere cura dei piedi come si farebbe con un neonato.
Evitare le possibili cause di
trauma ( piedi scalzi, corpi estranei nelle scarpe, pieghe delle calze,
strumenti taglienti per il pedicure,…) , di ustione ( bagno o doccia
bollenti, borsa dell’acqua calda, ..), di ostacolo alla circolazione
( scarpe a punta, calze con elastico, bendaggi stretti, gambe
accavallate,..). Evitare sia la macerazione ( lunghi pediluvi) sia la
secchezza della pelle tenendola sempre morbida ed elastica con creme
idratanti.
Osservare con cura i piedi più
volte al giorno sotto la pianta e tra le dita alla ricerca di lesioni non avvertite. Appena se ne scopre
una, disinfettarla e curarla assiduamente finchè non guarisce.
Queste e poche altre semplici
misure igieniche consentono di prevenire il tanto temuto piede
diabetico in eretto. È importante conoscerle e applicarle
quotidianamente, acquisendo nuove abitudini molto prima che diventino
indispensabili e urgenti.
IL TALLONE DI ACHILLE DEI
DIABETICI
A differenza del mitologico
Achille il Diabetico può prevenirlo.
Il piede può veramente
rappresentare per il diabetico il suo tallone di Achille.
Le complicanze a carico delle
estremità inferiori ( cancrena per insufficiente apporto di sangue o
ulcera trofica secondaria alla neuropatia) possono infatti avere
conseguenze abbastanza invalidanti o quanto meno rendere necessario per il
loro trattamento in lunghi ricoveri ospedalieri.
È bene però sottolineare che
l’applicazione costante di semplici misure di igiene generale fa sì che tali
complicanze possano essere prevenute in oltre i ¾ dei casi
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GLOSSARIO
Nervi: sono i cavi
elettrici del nostro organismo e raccolgono le fibre nervose, che
collegano la periferia ( ogni parte del corpo) con la centrale ( il
cervello). Come veri e propri cavi elettrici, anche i nervi diventano
sempre più grossi mano a mano che si avvicinano alla centrale, venendo a
contenere innumerevoli fibre, ciascuna avvolta nella propria guaina
isolante.
Neuropatia: disturbo
della conduzione degli impulsi nervosi per interruzione della
parte conduttrice e perdita della guaina isolante delle fibre nervose .
può essere sensitiva se riguarda i nervi che conducono gli impulsi dalla
periferia del corpo al cervello, motoria se interessa i nervi che
comandano la contrazione dei veri muscoli, autonomia se interessa i
nervi che regolano automaticamente il funzionamento degli organi
interni.
Piede diabetico:
complicazione tardiva del diabete risultante dalla combinazione di
neuropatia ( dei tre tipi) e arteriosclerosi. Consiste in alterazione
della cute, dei muscoli e delle ossa del piede che possono determinare
ulcerazioni o infezioni a guarigione lenta o lentissima, a volte
evolventi fino alla temuta gangrena.
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