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LE DIETE FANNO INGRASSARE

Le diete “classiche” subiscono l'ennesima picconata con uno studio pubblicato sul Jornal of the American Dietetic Association, la rivista di nutrizione più prestigiosa al mondo. Lo studio ha interessato un campione di 78 donne tra i 30 ed i 45 anni; per 6 mesi la metà ha seguito una dieta tradizionale associata a delle regole comportamentali, l'altra metà invece è stata invitata ad osservare uno stile di vita più morigerato con l'introduzione anche di un po' di movimento fisico.

I Risultati – Le donne a dieta, dopo sei mesi, avevano perso un bel po' di peso, le altre “solo” il 5%. Dopo 2 anni però, le prime pesavano più di prima mentre le altre avevano pressoché  mantenuto il peso. Lo stesso discorso è valso per la pressione arteriosa ed il colesterolo plasmatico, inoltre, anche la qualità della vita, misurata mediante test psicometrici, risultava peggiorata.

Gli Errori – L'attenzione morbosa verso il cibo è controproducente, tanto maggiori sono gli obblighi e i divieti tanto meno vengono rispettati. Il segreto stà nell'accumulare informazioni corrette che aiutano a scegliere con cognizione di causa fra i gruppi alimentari senza schiavitù. L'importante è cambiare lentamente le proprie abitudini modificando i comportamenti alimentari sbagliati e muoversi di più anche senza iscriversi in una palestra, a volte è sufficiente cominciare a fare le scale a piedi e parcheggaire l'auto qualche centinaia di metri prima della propria meta. Tutto ciò può essere insegnato da Dietisti e Medici-Dietologi in collaborazione con Psicologi di formazione cognitivo-comportamentale. I primi dovranno evitare di indicare esattamente quale cibo mangiare e in che quantità in un determinato giorno, piuttosto dovranno indicare un gruppo di alimenti adeguatamente interscambiabili, dovranno poi fare educazione alimentare facendo diventare i pazienti stessi dei profondi conoscitori degli alimenti e della nutrizione. I secondi dovranno controllare i parametri metabolici all'inizio, durante e al termine della dietoterapia al fine di individuare patologie concomitanti. E agli psicologi il compito di trattare i pazienti affetti da specifici disturbi del comportamento alimentare mediante l'analisi comportamentale ed il suo cambiamento, ove necessario.

 

Conoscersi

Capire quando la fame indica veramente una necessità organica o è solo sintomo di noia o solitudine oppure, addirittura, di ansia o depressione.

 

Accettarsi

Accettare la propria immagine corporea vuol dire abbattere quella barriera che impedisce di godere anche dei rapporti con gli altri.

 

Più riposo notturno

Chi di notte dorme poco a un 70% di probabilità di  ingrassare perché manifesta alterazioni del comportamento alimentare.

 

Corretta alimentazione

Più frutta e verdura, più legumi e pesce, un po' di olio d'oliva e un po' di vino, senza dimenticarsi di pane e pasta, magari integrali e un maggior utilizzo delle proprie gambe!

dott. Daniele Cirillo, dietista

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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