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I DIABETICI TRATTATI
SUBITO
SVILUPPANO MENO
COMPLICANZE
Per
affrontare questa malattia è meglio non perdere tempo. Perchè chi è
trattato subito in modo efficace è meno soggetto a complicanze.
Meglio curare
subito bene il diabete, senza esitazioni, altrimenti l’organismo “se ne
ricorderà”. I tessuti, infatti, mantengono una memoria di come “sono
stati trattati”. A sottolinearlo sono stati diversi studi discussi al
congresso dell’Ada, American Diabetes Association. “Abbiamo sottoposto
delle cellule endoteliali (quelle che rivestono i vasi sanguigni) a
livelli di glicemia elevata” spiega Ceriello ”e abbiamo riscontrato, come
c’era da aspettarsi, una serie di modificazioni, tra cui una maggior
tendenza a produrre collagene, sostanza che, depositandosi nella
membrana basale, favorisce lo sviluppo della microangiopatia,
responsabile di molte delle complicanze del diabete”.
“Dopo questa
prima fase dell’esperimento, abbiamo riportato le cellule in condizioni
normali e abbiamo osservato che mantenevano lo stesso comportamento”
continua l’esperto. “A questo punto, abbiamo deciso di aggiungere
all’ambiente in cui erano mantenute le cellule una sostanza
antiossidante capace di prevenire la formazione dei radicali liberi e
abbiamo notato che l’endotello smetteva di produrre collagene”.
“Si aprono così
nuove prospettive per il controllo delle complicanze, ma non si pensi
all’utilizzo di antiossidanti comuni,” precisa Ceriello “perché è
necessario che l’azione antiossidante sia svolta in modo da impedire la
formazione di radicali liberi e non soltanto di legarli in modo da
tamponarne l’effetto”.
“Apparentemente,
questa potrebbe sembrare un’annotazione scoraggiante,” chiosa il
diabetologo “ma in realtà una buona notizia c’è già ed è che alcune
classi di antipertensivi già largamente usate nei diabetici,
segnatamente gli Ace-inibitori e i sartani, sembrano in grado di
svolgere proprio questi effetti a livello cellulare. Quindi il loro uso
potrebbe, per ora in teoria, produrre un beneficio in termini di
protezione dal danno d’organo nel diabete indipendentemente dalla loro
efficacia nel ridurre la pressione arteriosa”.

dott. Andrea Del Buono,
diabetologo |