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IL DIABETE GESTAZIONALE:
CRITERI DIAGNOSTICI

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Indice "Terapia e cura del diabete"
L’incidenza del diabete gestazionale (DG) varia dall’1 al 14% a seconda
della popolazione e del test utilizzato per la diagnosi. Il DG
rappresenta il 90% di tutte le forme di diabete che si osservano in
gravidanza. La diagnosi mancata o tardiva, da cui deriva una inadeguata
condotta terapeutica, è responsabile di molte complicanze fetali e
materne. Fra le complicanze del figlio, alcune si manifestano alla
nascita (macrosomia, ipoglicemia neonatale, ittero, ipocalcemia,
policitemia, ritardata maturità polmonare e della strutturazione degli
stadi comportamentali), altre più tardivamente (diabete, obesità). Le
complicanze che si osservano durante la gestazione(poliamnios,
ipertensione indotta dalla gravidanza) possono condizionare l’epoca e il
tipo di parto. A questo proposito è utile sottolineare come il DG, in
assenza di complicanze, non rappresenti per sé un’indicazione al taglio
cesareo o al parto anticipato.
DEFINIZIONE
Il DG è definito come un’alterata tolleranza al glucosio di gravità
variabile, che insorge o viene diagnosticata per la prima volta in
gravidanza.
DIAGNOSI
La diagnosi si basa sull’utilizzo di test di “screening” e
“diagnostici”. Nelle pazienti a “basso rischio”, il rapporto
costo/beneficio non giustificherebbe lo screening universale (Tab.1). Il
DG deve essere ricercato in tutte le altre donne in gravidanza fra la 24a
- 28 a settimana di gestazione. Nelle donne ad “alto
rischio”, la ricerca del DG deve essere eseguita il prima possibile. Una
glicemia a digiuno > 126 mg/dl (7.0 mmol/l) e/o ≥ 200 mg/dl (11.1
mmol/l) in qualsiasi momento della giornata e della gravidanza sono
sufficienti per la diagnosi. Donne affette da DG con anamnesi positiva
per DG in una precedente gravidanza sono considerate diabetiche salvo
prova contraria, ovvero oral glucose tolerance test (OGTT)
negativo fuori della gravidanza; in questi casi può essere discriminante
il follow-up dopo il parto. Viene lasciata al medico ampia libertà sulla
scelta del test diagnostico unico (OGTT) o procedere attraverso due
tappe mediante somministrazione di un test di screening preliminare (oral
glucose challenge test, OGCT; Tab. II).
Le pazienti positive all’OGCT rappresentano un sottogruppo di donne di
cui l’80 % manifesterà un DG. Al test di screening (OGCT) positivo deve
seguire un OGTT; se quest’ultimo risultasse negativo, un altro OGTT può
essere ripetuto fra la 32a – 34a settimana (Fig.
I). L’OGTT resta a tutt’oggi l’unica prova diagnostici (Tab III). Esso
può essere eseguito con 100 o 75g di glucosio sciolti in acqua, a scelta
del medico; per quanto i valori soglia definiti per la diagnosi
dovrebbero essere diversi a seconda che il carico venga effettuato con
75 o 100 g di glucosio per os. Al momento, in seguito alla Fourth
Inernational Workshop Conference sul DG, il gruppo di studio della
Società Italiana di Diabetologia consiglia l’utilizzo dei criteri di
Carpenter e Coustan per entrambi. Nel caso in cui si opti per il carico
con 75 g di glucosio, la prova viene interrotta alla seconda ora. Le
norme per una corretta esecuzione del testo sono identiche a quelle
adottate fuori della gravidanza.
Diabete gestazionale. I valori di cut-off derivati dal lavoro
originale di O’Sullivan e Mahan individuano una popolazione di donne con
aumentato rischio di diabete di tipo 2 nel corso della vita. I valori di
Capenter e Coustan estrapolati da quelli di O’Sullivan e Mahan, essendo
più bassi, aumentano la prevalenza del DG. Studi presentati già nel
corso della Fourth International Workshop Conference indicano come
questi ultimi criteri siano validi per individuare anche il rischio di
morbilità perinatale, inclusa la macrosomia. Due o più valori superiori
ai cut-off permettono la diagnosi .
Tab.I
CLASSI DI RISCHIO PER DIABETE GESTAZIONALE
Soggetti a basso rischio
Membri appartenenti a gruppi etnici con bassa prevalenza di diabete
gestazionale
Non storia familiare di diabete fra i parenti di primo grado
Età < 25 anni
Soggetti normopeso prima della gravidanza (BMI < 25 kg/m2 )
Anamnesi personale negativa per alterazioni del metabolismo glicidico
Non complicanze ostetriche nelle gravidanze precedenti
Soggetti ad alto rischio
Glicemia a digiuno ≥ 105 mg/dl
Precedente diabete gestazionale, familiarità per diabete di tipo 2
(familiari di primo grado), BMI ≥ 28 kg/ m2 , età > 35 anni:
macrosomia fetale (>4000 kg), LGA, morte perinatale, polidramnios,
poliabortività, preeclampsia, elevata parità, parti pretermine,
eccessivo incremento ponderale nell’attuale gravidanza (>350
g/settimana), infezioni recidivanti del tratto urinario.
BMI= indice di massa corporea; LGA= feto voluminoso in rapporto all'età
di gestazione
Tab. II
MODALITA' DI ESECUZIONE DELL'ORAL
GLUCOSE CHALLENGE TEST
Alimentazione normale nei giorni che precedono il test
A digiuno: 50 g di glucosio sciolti in 200 ml di acqua da bere in 5
min
Prelievo dopo 60 min dall’ingestione della soluzione di glucosio
(durante il test la paziente deve restare seduta senza fumare o assumere
caffè)
Il test è positivo con glicemia ≥ 7.8 mmol/l (≥140 mg/dl) segue OGTT
Con glicemia ≥ 10.5 mmol/l (189 mg/dl) diagnosi di diabete gestazionale.
OGTT= oral glucose tolerance test
Tab.III
CRITERI
DIAGNOSTICI DI DIABETE GESTAZIONALE
OGTT * (Carpenter e Coustan)
OGTT
*(NDDG)
Glucosio 75/100 g per os
Glucosio 100g per os
mmol/l
mg/dl mmol/l
mg/dl
|
Digiuno
|
5.3 |
95 |
5.8 |
105 |
|
1a
ora |
10.0 |
180 |
10.6 |
190 |
|
2a
ora |
8.6 |
155 |
9.2 |
165 |
|
3a
ora |
7.8 |
140 |
8.1 |
145 |
I valori della
glicemia sono su plasma venoso. NDDG = National
Diabetes Data Group; OGTT = oral glucose tolerance test. * =
il
test è considerato positivo con due o più valori glicemici pari o
superiori ai limiti indicati.
CLASSIFICAZIONE DOPO LA GRAVIDANZA
Subito dopo il secondamento si assiste a una brusca caduta della
glicemia con normalizzazione dell’assetto metabolico, che richiede
l’immediata sospensione della terapia insulinica eventualmente
introdotta durante la gestazione. Tuttavia, il 60% delle donne con
pregresso DG sviluppa un diabete manifesto entro 15 anni dal parto. Le
alterazioni metaboliche nel DG sono simili a quelle descritte per il
diabete di tipo 2. L’obesità e altri fattori che promuovono
insulino-resistenza sembrano aumentare il rischio di diabete di tipo 2
post – DG. In una piccola percentuale di casi, la positività di marker
per il diabete di tipo 1, quali gli anticorpi anti-insula pancreatica,
anti- insulina, antidecarbossilasi dell’acido glutammico, si associa
alla comparsa di un diabete di tipo 1 in gravidanza che spesso permane o
si manifesta precocemente dopo il parto . Quanto
detto sopra ha introdotto l’indicazione a rivalutare l’assetto
metabolico 6 settimane dopo il parto, secondo i criteri definiti per
soggetti non in gravidanza. I soggetti risultati normali a questo primo
follow – up devono essere “rivalutati” ogni anno.
Figura I
Algoritmo
per la diagnosi del diabete gestazionale
A tutte le gravide con rischio
medio per DG
fra la 24a - 28 a
settimana di gestazione
OGCT

Glicemia
Plasmatica Glicemia
Plasmatica
< 140
mg/dl <
140 mg/dl
<
7.8 mmol
< 7.8 mmol
 
No DG OGTT
 

Se Negativo
Se Positivo
Normale Tolleranza
Glucosio ( ≥ 2 valori alterati)
DG
Dieta, monitoraggio
glicemia e benessere fetale

glicemia a digiuno
> 95 > 5.3 mmol/l
glicemia a digiuno < 95 < 5.3 mmol/l
2
ore post-prandiali >120 > 6.7 mmol/l 2 ore
post-prandiali < 120 < 6.7 mmol/l
inizia terapia insulinica
continua dieta, monitoraggio
monitoraggio metabolico e
fetale metabolico e fetale
DG=
diabete gestazionale; OGCT= oral glucose
challenge test; OGTT= oral
glucose tolerence test
dott. Antonio Vetrano,
diabetologo |