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INCRETINE : INDICAZIONI E LIMITI
Sono
ora disponibili anche in Italia delle medicine (sitagliptin,
Vildagliptin e Byetta) contro il diabete basate su nuovi principi
d'azione.
Per quanto riguarda Sitagliptin e Vildagliptin, nel leggere alcune
considerazioni espresse Sitagliptin e Vildagliptin sono infatti basati
su una sostanza che inibisce l’enzima dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4).
Gli inibitori dell’enzima DPP-4 agiscono potenziando un processo
fisiologico dell’organismo che riduce la glicemia, e cioè migliorando
l’azione delle incretine. Quando la glicemia è elevata, le incretine
agiscono in due modi per aiutare l’organismo a regolare questi livelli
di glicemia elevati: stimolano il pancreas ad aumentare il rilascio di
insulina e segnalano al fegato di sospendere la produzione di glucosio.
Le incretine sono però normalmente disattivate nell'organismo nell’arco
di 2-5 minuti - e il principale responsabile di questa degradazione è
proprio l’enzima DPP-4. Questi nuovi farmaci vanno appunto ad inibire
questo enzima, consentendo così una maggiore, più prolungata presenza
delle incretine nel flusso sanguigno, e quindi un miglioramento della
glicemia.
Le voci critiche osservano tuttavia che l’enzima DPP-4, oltre a
disattivare le incretine, hanno anche altre funzioni importanti
nell’organismo, in particolare per quanto riguarda il sistema
immunitario ed il controllo di infiammazioni e tumori, e quindi un
uso prolungato di medicine che, come quelle in questione, disattivano
questo enzima, può bensì migliorare il diabete ma potrebbe provocare
problemi di salute di altro tipo, e si riferiscono ad alcuni casi di
effetti secondari, pur rari, verificatisi. I produttori , affermano che
gli inibitori del DPP-4 agiscono in modo altamente selettivo solo in
relazione alle incretine e che sono state effettuate tutte le
sperimentazioni del caso. Negli Stati Uniti, dove questi farmaci sono da
tempo in vendita, e vi è quindi una più lunga esperienza, segnalo
tuttavia che vi sono state alcune voci che hanno messo in dubbio
l’innocuità e sicurezza a lungo termine di questi farmaci.
Quanto all’exenatide ( Byetta), secondo alcuni potrebbe forse essere
preferibile: è infatti basata su un principio non molto diverso, poiché
aumenta la presenza-funzionamento delle incretine, ma raggiunge questo
risultato, anziché ostacolando l’azione dell’enzima DPP-4 (che oltre a
disattivare le incretine svolge anche altre funzioni) apportando
dall’esterno all’organismo una sostanza analoga all’incretina, ma che
permane più a lungo nell’organismo senza essere subito disattivata.
Inoltre alcuni studi segnalano una più accentuata azione di
rigenerazione delle cellule beta(produttrici di insulina) del pancreas,
ottenuta con questa sostanza.; un recente studio indica inoltre
un'azione di diminuzione dei fattori di rischio cardiovascolare
L’exenatide (Byetta) presenta tuttavia, rispetto a Sitagliptin e
Vildagliptin, lo svantaggio che non può essere presa per bocca ma deve
essere iniettata due volte al giorno, e in alcuni provoca una
nausea più accentuata; inoltre provoca un dimagrimento, il che in alcuni
può essere un vantaggio (tanto che non poche persone negli Stati Uniti,
pur non essendo diabetiche hanno preso questa medicina per dimagrire).
Lo svantaggio dell’iniezione sarà superato quando verrà messa in vendita
la versione, (attualmente nelle ultime fasi di sperimentazione) di
exenatide ad azione prolungata (exenatide-LAR) che dovrà essere
iniettata solo una volta alla settimana. E’ da segnalare tuttavia che
anche per questa medicina sono stati segnalati alcuni possibili effetti
collaterali di non poco conto. La FDA (organo di controllo americano) ha
infatti ricevuto alcune segnalazioni di pancreatiti in pazienti che
avevano preso la Byetta. La casa produttrice, pur affermando che le
persone colpite da pancreatite erano comunque soggetti già a rischio,
perché presentavano già da prima colecistiti, infiammazioni delle vie
biliari, del pancreas e simili, hanno comunque reso più stringente il
foglietto informativo con avvisi e controindicazioni. Sono sempre
convinto che avere piu’ opzioni terapeutiche per contrastare il diabete
sia una buona cosa e che sia utopico sperare in farmaci che siano molto
attivi e contemporaneamente privi di effetti collaterali; come affermava
un'economista, a questo mondo nessun pasto è realmente gratis.
Antonio Vetrano, diabetologo |