diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

INCRETINE  : INDICAZIONI E LIMITI

Sono ora disponibili anche in Italia delle medicine (sitagliptin, Vildagliptin e Byetta) contro il diabete basate su nuovi principi d'azione.
Per quanto riguarda Sitagliptin e Vildagliptin, nel leggere alcune considerazioni espresse Sitagliptin e Vildagliptin sono infatti basati su una sostanza che inibisce l’enzima dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4). Gli inibitori dell’enzima DPP-4 agiscono potenziando un processo fisiologico dell’organismo che riduce la glicemia, e cioè migliorando l’azione delle incretine. Quando la glicemia è elevata, le incretine agiscono in due modi per aiutare l’organismo a regolare questi livelli di glicemia elevati: stimolano il pancreas ad aumentare il rilascio di insulina e segnalano al fegato di sospendere la produzione di glucosio.
Le incretine sono però normalmente disattivate nell'organismo nell’arco di 2-5 minuti - e il principale responsabile di questa degradazione è proprio l’enzima DPP-4. Questi nuovi farmaci vanno appunto ad inibire questo enzima, consentendo così una maggiore, più prolungata presenza delle incretine nel flusso sanguigno, e quindi un miglioramento della glicemia.
Le voci critiche osservano tuttavia che l’enzima DPP-4, oltre a disattivare le incretine, hanno anche altre funzioni importanti nell’organismo, in particolare per quanto riguarda il sistema immunitario ed il controllo di infiammazioni e tumori, e quindi un  uso prolungato di medicine che, come quelle in questione, disattivano questo enzima, può bensì migliorare il diabete ma potrebbe provocare problemi di salute di altro tipo, e si riferiscono ad alcuni casi di effetti secondari, pur rari, verificatisi. I produttori , affermano che gli inibitori del DPP-4 agiscono in modo altamente selettivo solo in relazione alle incretine e che sono state effettuate tutte le sperimentazioni del caso. Negli Stati Uniti, dove questi farmaci sono da tempo in vendita, e vi è quindi una più lunga esperienza, segnalo tuttavia che vi sono state alcune voci che hanno messo in dubbio l’innocuità e sicurezza a lungo termine di questi farmaci.
Quanto all’exenatide ( Byetta), secondo alcuni potrebbe forse essere preferibile: è infatti basata su un principio non molto diverso, poiché aumenta la presenza-funzionamento delle incretine, ma raggiunge questo risultato, anziché ostacolando l’azione dell’enzima DPP-4 (che oltre a disattivare le incretine svolge anche altre funzioni) apportando dall’esterno all’organismo una sostanza analoga all’incretina, ma che permane più a lungo nell’organismo senza essere subito disattivata. Inoltre alcuni studi segnalano una più accentuata azione di rigenerazione delle cellule beta(produttrici di insulina) del pancreas, ottenuta con questa sostanza.; un recente studio indica inoltre un'azione di diminuzione dei fattori di rischio cardiovascolare  
L’exenatide (Byetta) presenta tuttavia, rispetto a Sitagliptin e Vildagliptin, lo svantaggio che non può essere presa per bocca ma deve essere iniettata due volte al giorno, e in alcuni provoca una
nausea più accentuata; inoltre provoca un dimagrimento, il che in alcuni può essere un vantaggio (tanto che non poche persone negli Stati Uniti, pur non essendo diabetiche hanno preso questa medicina per dimagrire). Lo svantaggio dell’iniezione sarà superato quando verrà messa in vendita la versione, (attualmente nelle ultime fasi di sperimentazione) di exenatide ad azione prolungata (exenatide-LAR) che dovrà essere iniettata solo una volta alla settimana. E’ da segnalare tuttavia che anche per questa medicina sono stati segnalati alcuni possibili effetti collaterali di non poco conto. La FDA (organo di controllo americano) ha infatti ricevuto alcune segnalazioni di pancreatiti in pazienti che avevano preso la Byetta. La casa produttrice, pur affermando che le persone colpite da pancreatite erano comunque soggetti già a rischio, perché presentavano già da prima colecistiti, infiammazioni delle vie biliari, del pancreas e simili, hanno comunque reso più stringente il foglietto informativo con avvisi e controindicazioni. Sono sempre convinto  che avere piu’ opzioni terapeutiche per contrastare il diabete sia una buona cosa e che sia utopico sperare in farmaci che siano molto attivi e contemporaneamente privi di effetti collaterali; come affermava un'economista, a questo mondo nessun pasto è realmente gratis.


Antonio Vetrano, diabetologo

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.