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L’importanza del controllo della variabilità glicemica

Il raggiungimento di obiettivi adeguati su tutti i fattori di rischio è ormai diventato uno standard della cura del diabete e l’ottimizzazione del compenso glicemico è uno degli obiettivi più difficili da raggiungere. Numerosi dati della letteratura indicano che per l’ottimizzazione del compenso glicemico e’ importante il controllo della glicemia  e delle sue oscillazioni giornaliere. Un cambiamento importante nella gestione del paziente diabetico è avvenuto. Alla fine degli anni 70  con la possibilita’ di eseguire due test: l’automonitoraggio del glucosio ematico  e il test dell’HbA1c. L’informazione ottenuta da questi due test è  diversa. L’autocontrollo glicemico  rivela il livello della glicemia attuale, che può variare fino al 50% durante un giorno normale nelle persone sane, ma fino a 10 volte nei pazienti affetti da diabete mellito. L’HbA1c è invece utile nel controllo della glicemia in un periodo di tempo più lungo.

L’HbA1c riflette l’esposizione glicemica globale ed è quindi proporzionale al valore medio della glicemia nei 120 giorni precedenti, corrispondenti alla vita media dei globuli rossi: i grandi studi hanno dimostrato la sua relazione con le complicanze microvascolari del diabete, La percentuale di HbA1c non è invece in grado di dare indicazioni sulle variazioni della glicemia, cioè sulle oscillazioni durante il giorno e la notte della glicemia.  Una determinazione  di HbA1c e’ indicativa sia di glicemie  vicine ai valori medi, sia di ampie variazioni glicemiche intorno alla media, nella stessa giornata o in giornate diverse. l’HbA1c non riflette le glicemie dei precedenti 120 giorni in maniera equa. Circa il 50% dell’HbA1c è determinato dai livelli glicemici del mese precedente alla determinazione, il 25% nei 30-60 giorni prima e il restante 25% negli ultimi 60-120 giorni prima della misurazione.

VARIABILITA’ GLICEMICA

È difficile attuare una misura precisa della variabilità glicemica e soprattutto mancano a tutt’oggi indici di misura pratici come l’HbA1c. Si può attuare un monitoraggio continuo dei valori glicemici ma la pratica è ancora da perfezionare sia dal punto di vista pratico che di precisione dei valori e pertanto oggi è utilizzata soprattutto per monitorare da vicino situazioni particolari e comunque per brevi periodi di tempo. Alcuni autori si sono concentrati sul ruolo giocato dall’iperglicemia postprandiale e sul valore clinico di una sua precoce correzione. È importante notare, però, che l’iperglicemia postprandiale è solo un aspetto della variabilità glicemica, e non rappresenta la sua totalità. Se si corregge solo la variabilità glicemica periprandiale, ma si lasciassero liberi di fluttuare i valori glicemici in altri momenti della giornata, probabilmente non si risolve il problema. L’ottimizzazione del compenso glicemico deve prevedere un  approccio terapeutico specifico, capacedi controllare la glicemia in ogni momento della giornata piuttosto che un approccio capace di ottenere una buona media delle glicemie ma con ampie oscillazioni durante tutto il giorno. La riduzione della variabilità glicemica è pertanto destinata a diventare uno dei principali obiettivi di cura. Nonostante, come affermato in precedenza, l’iperglicemia postprandiale non sia l’unica espressione della variabilità glicemica, questa è comunque la più comune e pertanto anche la più studiata.

Conclusioni

l’ottimizzazione del compensoglicemico rende necessario un approccio che verifichi edeventualmente corregga l’iperglicemia

durante tutta la giornata. Sebbene non esista una definitiva dimostrazione , un crescente livello di evidenza suggerisce che la variabilità glicemica rappresenti un significativo fattore di rischio per lo sviluppo delle complicanze diabetiche attraverso ben definiti meccanismi patogenetici, in aggiunta ai livelli di HbA1c e alla predisposizione genetica. La variabilità glicemica può aiutare a spiegare perché alcuni pazienti sviluppano le complicanze della malattia e altri no, a parità di valore di HbA1c.

Andrea Tatavitto, diabetologo

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.