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Ausili, Ortesi e Protesi
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 Plantari scarpe e altri ‘aiuti’
Le ASL forniscono gratuitamente un complesso e ampio catalogo di ausili, ortesi e protesi a
• tutti gli invalidi civili (la percentuale minima richiesta è il 33%)
• i ciechi totali e parziali, gli impoverenti gravi
• i minori di diciotto anni che necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di un'invalidità permanente
• le persone ricoverate in una struttura sanitaria che pur non essendo ancora dichiarate invalide e pur non avendo nemmeno iniziato l’iter di accertamento, ne hanno necessità e urgenza.

Chiedere l’invalidità
Nel caso del diabete, l’intervento più spesso necessario è la scarpa ortopedica o il plantare. Questa può essere di serie e adattata o realizzata ad hoc. Negli ultimi anni la tecnologia ha messo a disposizione nuovi materiali e modi di produzione che consentono di intervenire in tutte le fasi del ‘piede diabetico’ dalla prevenzione fino alla piccola amputazione.
Dal punto di vista burocratico l’itinerario è piuttosto complesso. Per prima cosa il paziente deve richiedere una invalidità civile facendo domanda all’apposita Commissione ASL. L’invalidità ottenuta può essere anche solo del 33%, ma il Verbale di visita deve esplicitare chiaramente la patologia, la menomazione o la condizione che ha motivato la concessione dell’invalidità (questo è importante perché le Commissioni trattano con una certa fretta le richieste di invalidità ‘minori’ che non danno diritto a prestazioni economiche dirette).
Una volta ottenuta l’invalidità, anche solo con il grado ‘minimo’ del 33%, inizia la trafila medico-burocratica che vede tre protagonisti: il Medico Prescrittore, il Tecnico Ortopedico e gli uffici specializzati presenti in ogni ASL.
I modelli di calzatura proposti al prezzo di rimborso previsto dalla Asl sono in genere esteticamente carenti. Spesso quindi il privato finisce per integrare la somma pur di avere un modello più piacevole. Insomma considerando la lunghezza dell’iter e che sugli ausili, protesi e ortesi che per qualunque ragione vengano acquistati privatamente, si applica l’aliquota Iva agevolata del 4% e la detrazione del 19% del loro costo dall’Irpef del paziente, in qualche caso l’acquisto diretto è la soluzione migliore. Attenzione però, anche in questo caso è necessario disporre di una prescrizione del Diabetologo meno dettagliata ma simile al Progetto Terapeutico e di una dichiarazione di invalidità o handicap. In linea generale i requisiti per ottenere un'agevolazione fiscale sono meno stringenti e il risparmio consentito dal loro sfruttamento è pari a circa un terzo del valore.

Il Medico Prescrittore
Il Medico Prescrittore non è sempre né necessariamente il Diabetologo, perché per richiedere un ausilio, ortesi o protesi, il medico ASL o convenzionato, deve essere inserito in un apposito ‘albo’. Deve essere insomma ‘prescrittore' ai fini del D.M. 332/1999 e non è detto che il Diabetologo lo sia. Al di là di questa formalità, il Diabetologo potrebbe ritenere opportuno delegare la prescrizione a un altro specialista.
Lo specialista prescrittore deve stendere un ‘progetto terapeutico’ che spiega in maniera piuttosto articolata e con un orizzonte di medio termine, come si inserisce la richiesta all’interno di un programma di gestione o di riabilitazione del paziente e una Prescrizione (in Lombardia è definita ‘modello 03’) ed è un modulo appositamente realizzato dalla ASL.

Il Tecnico Ortopedico
La prescrizione vera e propria richiede un'ottima conoscenza sia delle possibilità esistenti, sia del nomenclatore. È quindi previsto che questa prescrizione sia redatta e firmata dal Medico Prescrittore insieme a un’altra figura: il Tecnico Ortopedico che produce il preventivo di spesa.
I Tecnici Ortopedici non sono dipendenti della ASL e non sono nemmeno liberi professionisti esterni. Si tratta quasi sempre di... fornitori della ASL stessa, vale a dire titolari o dipendenti dei negozi e dei laboratori che vendono o realizzano gli ausili, le ortesi o le protesi.

Una volta redatta la prescrizione e il piano terapeutico, il paziente si reca all’apposito ufficio della ASL presentando:
• copia del verbale di riconoscimento dello stato di invalidità o ricevuta di avvenuta presentazione della domanda per il riconoscimento dello stato di invalidità
• programma terapeutico e prescrizione compilato da un Medico Prescrittore, scelto tra quelli inseriti in un apposito albo regionale, disponibile presso i presidi distrettuali.

La ASL, che generalmente valuta la domanda in tempi brevi, può rispondere in tre modi:
• rifiutando per vari motivi la domanda
• autorizzando il modello 03
• accettandola ma riservandosi di fornire direttamente il paziente.
Per ogni assistito la ASL è tenuta ad aprire e mantenere aggiornata una scheda contenente tutta la documentazione relativa alla richiesta di ausili, ortesi e protesi.
A quel punto il paziente inizi la parte tecnica dell’iter, con le visite e le prove necessarie a produrre l’ortesi che deve essere necessariamente realizzata su misura con i tempi del caso.

I tempi e il collaudo
Se invece la ASL autorizza la fornitura, il dettagliante o il laboratorio a cui il paziente si rivolge (che generalmente è quello a cui fa capo il Tecnico Ortopedico che ha firmato la prescrizione) deve fornire l’ausilio o la protesi entro un lasso di tempo definito (dal nomenclatore).
Alla fornitura fa seguito una fase di collaudo che termina con un'apposita certificazione del Medico Prescrittore. Ovviamente il tecnico ortopedico - commerciante ha interesse a rendere più veloce e meno problematica possibile questa fase, anche perché la ASL subordina il pagamento alla presentazione del collaudo firmato. Viceversa, il paziente ha interesse a procrastinare il più possibile la firma del collaudo stesso ed eventualmente a sollecitare il parere del Diabetologo nei casi dubbi o proponendogli un consulto con un altro specialista della ASL (ortopedico, fisiatra o fisioterapista).

Durata, rinnovo
Se la prescrizione riguarda una fornitura periodica, come accade per i materiali di consumo, occorrerà rinnovare la prescrizione solamente una volta all’anno. Se riguarda un ausilio soggetto a deterioramento, il nomenclatore prevede degli intervalli di tempo per la sostituzione. Per una scarpa ortopedica, ad esempio, l’intervallo medio è di circa 12/18 mesi, secondo le indicazioni del nomenclatore tariffario, ma può essere minore per un bambino o un ragazzo, o se il paziente fa un uso intensivo dell’ausilio stesso (la previsione di utilizzo è contenuta nel piano terapeutico). I tempi minimi di rinnovo possono essere abbreviati su specifica richiesta accompagnata da una dettagliata relazione del Medico Prescrittore. Il rinnovo è a tutti gli effetti una pratica ex novo, anche le eventuali misurazioni, calchi etc vanno rieseguiti.

 

Da www.Diabete.it

 

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 03 aprile 2011 20.28.17
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.